La mostra “Storie metropolitane”, visitabile fino al 26 luglio nella Sala Convegni Padre Bagliesi, in Via Palermo a Isola delle Femmine, offre un apprezzabile scorcio sul rapporto complesso, intessuto di vissuto e simbolismi, che sussiste tra l’artista e la città. L’artista non ha con la città o la metropoli un rapporto privilegiato. E’ come tutti un uomo, e come tutti porta dunque dentro di sé l’immagine di una città unica e speciale che è in fondo l’immagine di se stesso, del suo essere individuo ‘sociale’.
Le opere di Lidia De Vettori sono oli su tela con aggiunte di garza, rete metallica e luci al neon. Il tema è la natura selvaggia. Rinoceronti (“Slegami, 2001”), pinguini (“Così vicini-così lontani, 1999”), granchi (“Trame e orditi”, 2000”). Potrebbe apparire un fuori tema, sennonchè è tanto persistente il tema della rete, della garza, che ne risulta una rappresentazione della natura coartata, in cui l’uomo è sempre dietro le quinte a manipolare, imprigionare, riportare ai suoi schemi e alle sue simmetrie. Gianni Maria Tessari propone scenografie metropolitane alienanti. Tutto ha una dimensione così caotica e brulicante, che l’uomo come individuo ha perso ogni identificabilità, è una particella di un meccanismo di cui sembra essersi perso il senso, e la natura è solo un meraviglioso ma ingannevole miraggio su di uno schermo alla Blade runner.
La mostra è curata da Vinny Scorsone, ed organizzata dalla Galleria Studio 71 di Palermo.
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