Categorie: sicilia

Fino al 28.VI.2015 | Regina José Galindo, Raìces e Esoy Viva | Orto Botanico e Cantieri Culturali Alla Zisa-Padiglione Zac, Palermo

di - 6 Giugno 2015
Palermo è stata protagonista di un doppio appuntamento che ha condotto la ricerca di Regina Josè Galindo (Guatemala, 1974) a confrontarsi con il territorio locale, con le culture e le etnie che vivono in città. Le memorie e i luoghi, gli estratti del corpo e i relativi reperti fotografici: così si dispiega questo doppio incontro promosso da Arcigay e Palermo Pride in collaborazione con il Padiglione D’Arte Contemporanea, su ideazione e coordinamento di Antonio Leone. La performance del 23 aprile, all’Orto Botanico e la mostra antologica ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo inaugurata il giorno successivo. All’Orto Botanico, luogo connotato da una ricchissima varietà di piante proveniente da tutto il mondo, le comunità dei migranti (e non solo) si sono aggrappate, insieme alla Galindo, alle loro radici piantate in una terra che gli è straniera.
L’antropologo Ronald Frankenberg durante un convegno alla fine degli anni Ottanta disse che era stata una grande sorpresa per lui apprendere durante quel convegno “che gli esseri umani vivono in corpi, mentre prima pensavo vivessero in comunità”. Il frame dello sguardo pseudo-scientifico che contestualizza la performance colloca immediatamente lo sguardo e il pensiero dentro una precisa disgiuntura, anzi una frattura intrattabile tra l’individuo e le relazioni che intrattiene con gli altri, cioè tra corpo individuale e corpo sociale (“la famiglia” o “la comunità”, come direbbero alcuni antropologi, oppure “il gruppo”, o addirittura “la tribù”, come direbbero alcuni sociologi e alcuni esperti di marketing),  tra lo sguardo soggettivo degli individui arrivati fin lì per interrare le loro braccia fino a toccare le radici dell’albero proveniente dal proprio paese di origine, e quello oggettivo preso in prestito dal mondo della botanica. Non c’è violenza evidente in quei corpi aggrappati al suolo, c’è però il trauma dello sradicamento, paradossale condizione che fa di ogni luogo un potenziale spazio di convivenza e integrazione permanente.

La mostra ai Cantieri Culturali, riproposizione della mostra antologica inaugurata al PAC di Milano nel 2014, con una nuova e più ampia veste, ripercorre il processo creativo dell’artista, la sua ricerca e anche la sua storia più intima. Nel padiglione di ZAC sono presenti più di trenta fotografie che mostrano gli attimi più cruenti delle performance e i reperti, gli oggetti che hanno fatto parte di quelle performance. Documenti fotografici e residui corporali dunque, tant’è che non può non venire in mente Roland Barthes che inizia a riflettere sulla fotografia chiedendosi: “che cosa sa il mio corpo della Fotografia?”. Aprire così uno spazio conflittuale tra la scientificità e la soggettività dello sguardo fotografico; la Galindo considera come punto di partenza della sua ricerca la sua emozione, e sono le scelte dei quattro curatori dell’intero progetto (Giulia Ingarao, Paola Nicita, Diego Sileo e Eugenio Viola) che coordinando la performance e scegliendo le immagini, hanno mirato a quelle che più di altre creassero un dispositivo di memorabilità, tanto quanto di amnesia: cosa trattiene questo archivio di immagini? Quale architettura affettiva costruisce? E cosa più o meno volontariamente tralascia? Sembra trattenere dei frammenti di corpi, fermati in un istante del loro continuo modificarsi. Costruisce una sorta di comunità residuale e dunque fa funzionare l’archivio come dispositivo di “affiliazione”, di costruzione di legami, di contatto tra gli oggetti (o i soggetti) che lo compongono, non necessariamente motivato da affinità o differenze. Non si tratta di uno sguardo comparativo, né associativo. Piuttosto sembra uno sguardo compilativo, con la (solo apparente) freddezza che nasconde.
Salvatore Davì
performance vista il 23 aprile 2015
mostra visitata il 24 aprile 2015
Raìces, performance di Regina Josè Galindo
Orto Botanico – Palermo
performance il 23 aprile 2015

Dal 24 aprile al 28 giugno 2015
Estoy viva. Regina Josè Galindo
Cantieri Culturali alla Zisa – Zac, Zisa Arti Contemporanee
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Lunedì chiusi
Info: cultura@comune.palermo.it, rubercontemporanea@gmail.com

Articoli recenti

  • Mercato

Finarte: è record mondiale per una fotografia di Franco Fontana

Un paesaggio di Fontana da € 20.320, ma anche gli scatti di Hiroshi Sugimoto, Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin. Tutti…

4 Aprile 2026 8:15
  • Mostre

Ulassai, Sardegna: Il Significato dell’Opera

É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea

4 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Duchamp & Company: provocazione, gioco e genio in asta a New York

Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…

3 Aprile 2026 18:37
  • Arte moderna

Klimt torna a Piacenza: il Ritratto di signora esposto alla Galleria Ricci Oddi

Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…

3 Aprile 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

YES, BUT: a Milano un progetto espositivo negli spazi in trasformazione

Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…

3 Aprile 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Coimbra Anozero: alla scoperta di una Biennale che cresce nei luoghi e nelle relazioni

La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…

3 Aprile 2026 13:30