L’esposizone, curata da Aurora Fonda nell’ambito del progetto “Duetti” di Rosa Anna Musumeci e Antonio Arévalo, propone due giovani artisti sloveni che già annoverano numerose partecipazioni a mostre internazionali. La Prosenc, in particolare, due anni fa ha rappresentato la Slovenia alla Biennale di Venezia. Ed è proprio una parte di quella videoinstallazione, “Il gladiatore”, che adesso ripropone negli spazi espositivi di Catania. L’artista, nata a Maribor nel 1966, conduce ad una riflessione sulla presenza sempre più pressante del video nella nostra vita, e non solo per gioco. Ogni istante di più, infatti, lo schermo sembra invadere la realtà, rubarla e poi magari restituirla filtrata, ormai distante da tutto pur avendo con essa una perfetta corrispondenza.
Ma è proprio questo il punto: cosa è falso e cosa è vero? L’ambiguità regna sovrana e fa da collante tra due dimensioni ormai inestricabili, appartenenti a quel caos primordiale che nel video della Prosenc è rappresentato da un vortice inarrestabile, che tutto risucchia dentro il suo occhio cieco.
Lontana dal video, ma solo in apparenza, è invece la pittura di Strukeij, che compie un’analisi simile, percorrendo però una strada differente. Per Miha Strukelij, (Lubiana, 1973) infatti, la via è quella della pittura, e le grandi tele sono perfette riproduzioni di schermate di computer, per l’esattezza quelle visibili attraverso gli infrarossi adoperati per catturare immagini notturne. Qui, i giochi lasciano immediatamente spazio ad una visione ben più drammatica, e il mirino per colpire l’avversario mostra impietoso le coordinate da seguire.
Ancora una volta verità e finzione si affiancano e si sovrappongono, descrivendo una realtà in perenne bilico.
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