E’ esposta in questi giorni, in una delle sale del Complesso Museale di Santa Maria della Scala, una pala d’altare di Benvenuto di Giovanni, datata 1498 e tornata a Siena dopo più di quattro secoli.
Grazie all’VIII Mostra Mercato dell’Antiquariato di Siena, la pala, di spettacolare bellezza e livello di conservazione, ha avuto l’opportunità di tornare nella sua patria.
Cerchiamo di capire ora la storia dell’opera e il ruolo che ebbe, mezzo millennio fa, lo Spedale di Santa Maria della Scala.
Per comprendere l’enorme potenza che l’ospedale più grande del mondo medievale aveva ancora nel ‘400, andiamo a rileggere la storia della pala. Il dipinto di Benvenuto di Giovanni venne commissionato non per la “sede centrale” del Santa Maria bensì per una delle sue Grancie (che erano della fattorie diffuse nel territorio ed utilizzate come serbatoio di provviste e come motore economico e produttivo). La Grancia di Grosseto era una delle più importanti: aveva molto terreno, una infermieria con ventiquattro letti ed una spezieria. Un vero miniospedale distaccato in Maremma. Fu per questa Grancia che venne commissionata l’opera.
La vicenda della grande pala fu poi quantomai intricata con percorsi che passarono da Firenze. Napoli, New York e Londra.
Ma l’evento fa riflettere sulla potenza di un ospedale che era diventato azienda e che si poteva permettere, grazie a contributi e lasciti, di commissionare opere d’arte monumentali anche per una delle sue filiali.
Massimiliano Tonelli
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