Quarantatré sculture e venticinque grandi e medi acquerelli compongono l’esposizione più importante di questa estate nella provincia senese. A Colle di Val d’Elsa, nel rinnovato museo San Pietro, espone Giò Pomodoro. La mostra è tematica quanto basta e focalizza l’attenzione su due precisi cicli creativi del settantenne artista marchigiano: le Tensioni ed i Soli. Abbiamo cercato con le due immagini che riportiamo di documentare entrambi i temi che ricorrono nell’esposizione colligiana.
Di grande fascino è il tema dei Soli di Pomodoro. L’allestimento della mostra li presenta quasi come un’ossessione, un tema iperricorrente nella vicenda artistica dello scultore/pittore. Il ciclo dei Soli inizia nel 1972 (Sole Produttore, lo chiamava Pomodoro) quando Giò prova a sperimentare nuove soluzioni con un rapporto strettissimo con la materia. Il bronzo lucido, il marmo giallo, la pietra vengono plasmati per creare uno stilema che da semplice sole, quindi figura reale, fisica e concreata,
Le superfici in tensione sono invece una sperimentazione ancora precedente, è infatti il 1959 quando Giò Pomodoro inizia a indagare le possibilità del bronzo fuso creando superfici ondulate, tormentate da improvvisi strappi, ferite che interrompono una armonia solo apparente.
Durante la conferenza stampa di presentazione il sindaco di Colle Val d’Elsa, Marco Spinelli, ha sottolineato l’importanza della mostra anche e soprattutto nell’ottica di un progetto che vedrà protagonista Pomodoro – con la realizzazione di una fontana e di una piazza – nel rinnovo dell’arredo urbano di una parte della cittadina valdelsana.
Ci sentiamo di concludere con due parole sullo spazio espositivo, da poco ristrutturato e riadattato a sede museale e di esposizioni temporanee. Il Museo San Pietro dà l’impressione di poter competere tranquillamente nel vario panorama dei grandiosi centri culturali toscani.
massimiliano tonelli
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