E’ proprio a questa domanda cui la mostra cerca rispondere. A Siena fiorirono numerosi circoli culturali, chiamati accademie, che si occupavano di cultura a tutto tondo, dalla scienza al teatro, ma soprattutto nacque la figura dell’erudito. Attraverso lo sguardo di uno di questi tuttologi ante litteram, Teofilo Gallaccini, ci viene presentata la situazione culturale di quegli anni. In continui spostamenti tra Siena e la magnifica Roma pre-barocca di quegl’anni, Gallaccini contribuì a mantenere attiva la vita culturale in una città che effettivamente viveva un periodo di transizione piuttosto difficile. Grande importanza ebbe anche il senese Fabio Chigi che, con il nome d’Alessando VII, ascese al soglio pontificio e diede inizio a Roma, e per riflesso a Siena, alla grande epoca del barocco. Ponendo fine al vuoto che si era creato con l’esaurirsi del Manierismo.
Dunque non calò la notte in quegli anni a Siena, forse solo una piccola eclissi che ben presto restituì alla città uno splendore forse più grande della nemica Firenze.
Da segnalare in conclusione che, per chi fosse particolarmente interessato, è possibile con 20 mila lire portarsi a casa tutta la mostra in formato cd-rom: non solo nel ‘600 Siena era all’avanguardia!
massimiliano tonelli
Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…
Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…
L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…
Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…
Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…