…Questa annotazione biografica non è casuale: la condizione di “meticci”, infatti, influenza le tematiche dei loro lavori, anche se con risultati ed effetti completamente diversi.
Kendell Geers è un’artista concettuale. Solo a un’attenta lettura si capisce che i cubi, le parole, i nastri bianchi e rossi presenti nelle foto e nelle installazioni esprimono giudizi critici sulla società. Mondo Kane, all’entrata, è un grande cubo di cemento pieno di vetri di bottiglie incastrati. I vetri rotti sono pericolosi, proprio come lui, artista “terrorista” che opera nel sistema artistico per attaccarlo da dentro, -e scomporlo come fa il virus di Love letters for you-.
In Truth or Dare, Kendell mette in discussione i rapporti di potere che esistono nella società: il curatore belga Jan Hoet, è stato picchiato ferocemente da una donna olandese durante una performance;
T.W.-(I.N.R.I.), infine, è un antico crocifisso toscano completamente avvolto con il nastro bianco e rosso usato per i lavori in corso: il nastro ci dice di fare attenzione a preservare le nostre radici e i nostri valori cristiani.
Good Stuff, l’esposizione di Bruno Peinado si presenta invece differentemente, come un’esplosione di colori e di forme. Riprendendo l’House of cards (1952) dei coniugi Eames, Bruno ricostruisce il castello di carte ma in un modo molto personale. Sulle immense carte colorate dipinge immagini di chiavi, soldi, figurine e ritratti di persone, tutte raccolte in giro casualmente, o prese dalle pubblicità. “Il mondo è una collisione di immagini ” afferma l’artista. E lui le prende e le mischia per creare “ibridi” più vicini alla sua idea di realtà. Il tutto è un gioco, colorato e divertente -anche se leggero-, in cui ci sente subito facilmente coinvolti.
Angela Serino
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