Il Santa Maria della Scala, infatti, apre le nuove sale del museo archeologico alla mostra Il Vino di Dioniso, Dei e uomini a banchetto, dove sono in esposizione oltre 150 reperti provenienti dagli scavi della Basilicata, tutti a tema dionisiaco.
Intento dell’esposizione, divisa in tre ricche sezioni e
Oltre al vasellame presente, databile dall’età del Bronzo fino al periodo romano imperiale, il visitatore si trova davanti a sé oggetti che concorrevano al corretto svolgimento del banchetto: spiedi, treppiedi, lucerne e kottaboi. Particolarmente interessanti sono i corredi provenienti da necropoli come Chiaromente, Guardia Perticara e Montescaglioso, risalenti al VI – IV secolo a.c. formati da serviti per i banchetti che documentano la rapida diffusione del culto dionisiaco. E’ dal V secolo, secondo gli studiosi, che tale culto si diffonde in tutte le classi sociali e che l’amore per Dioniso e per il suo nettare unisce il mondo greco a quello romano.
articoli correlati
Vino e arte contemporanea
alessandra marzuoli
È appena successo da Sotheby’s New York: l’Ensemble di 15 specchi realizzati da Claude Lalanne per Yves Saint Laurent e…
Più che una mappa di quartieri, la settimana milanese del design si rivela un’infrastruttura di relazioni. Tra designer emergenti, atelier,…
Alla Galleria Arrivada di Milano la prima mostra di Luciano Sozio: in esposizione una serie di dipinti che indagano la…
Nel pieno della Milano Design Week, la fragilità della materia organica si trasforma in sculture permanenti nelle opere dell'artista francese,…
Solares Fondazione delle Arti porta a Parma il progetto ROOTS: l’eredità del leggendario Living Theatre rivive con una mostra, un…
Il collettivo femminista dissidente non si limita alla protesta: la sfida, per le Pussy Riot, è occupare lo spazio istituzionale…