Il Santa Maria della Scala, infatti, apre le nuove sale del museo archeologico alla mostra Il Vino di Dioniso, Dei e uomini a banchetto, dove sono in esposizione oltre 150 reperti provenienti dagli scavi della Basilicata, tutti a tema dionisiaco.
Intento dell’esposizione, divisa in tre ricche sezioni e
Oltre al vasellame presente, databile dall’età del Bronzo fino al periodo romano imperiale, il visitatore si trova davanti a sé oggetti che concorrevano al corretto svolgimento del banchetto: spiedi, treppiedi, lucerne e kottaboi. Particolarmente interessanti sono i corredi provenienti da necropoli come Chiaromente, Guardia Perticara e Montescaglioso, risalenti al VI – IV secolo a.c. formati da serviti per i banchetti che documentano la rapida diffusione del culto dionisiaco. E’ dal V secolo, secondo gli studiosi, che tale culto si diffonde in tutte le classi sociali e che l’amore per Dioniso e per il suo nettare unisce il mondo greco a quello romano.
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alessandra marzuoli
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