Sono passati molti anni dalla scomparsa dell’artista e senz’altro troppi dalle ultime retrospettive di Ferrara e di Roma. L’occasione per osservare di nuovo l’opera di Domenico Purificato ci viene offerta dal Comune di Piancastagnaio che rende omaggio al maestro con un’esauriente mostra nella bella Rocca Aldobrandesca appena restaurata. Rocca come contenitore di arte contemporanea, uno dei tasselli del polo museale senese.
Dall’alto del torrione lo sguardo spazia a 360° sul territorio circostante e si perde nella magistrale sinergia del verdi di boschi collinari e dei gialli di
56 opere illustrano il percorso artistico dagli anni ’60 fino alla sua morte avvenuta nel 1984. Tele ad olio, a tecnica mista, a china e opere grafiche che dimostrano una versatilità non comune ed un’alta padronanza tecnica. Ma questo eclettismo che Purificato ha mostrato anche nelle innumerevoli attività svolte, dal cinema, al teatro, alla televisione non ha mai intaccato il suo mondo interiore, quello dei ricordi, delle immagini della sua terra, dei volti dei sui contadini. I quadri non risentono degli sconvolgimenti sociali e politici che in quegli anni videro fortemente scosso tutto il paese. La sua pittura ritrae volti di uomini e di donne provati dalla vita dura delle campagne della Ciociaria; sarà sempre dalla loro parte, dalla parte dei più deboli, ma la sua pittura non cambierà e riproporrà fino alla fine la poetica del tempo sospeso. Un tempo di attesa espresso come contemplazione negli sguardi attoniti che sembrano comprendere in sé i contrari della vita, la pena e la gioia, l’incanto e l’abbandono, la parola e il silenzio.
Le sue tele , riviste dopo anni, ci confermano quanto Domenico Purificato non si sia mai lasciato condurre né dalla passione politica né dalle sperimentazioni pittoriche come molti artisti che con lui si erano formati alla scuola romana. Cercherà di semplificare lo schema compositivo ma sempre con un approccio sostanzialmente contenuto. Ed è questo forse il limite dell’artista che nell’equilibrio scevro da estri passionali continuerà il suo lavoro, ma sarà sempre considerato un isolato nella storia dell’arte Italiana del dopoguerra.
daniela cresti
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bhe, purificato non è esattamente il top dei top. Pero' dall'articolo mi pare di capire che in questo paesello sta aprendo un nuovo centro d'arte contemporanea, e chissà che non si smuovano a proporre autori migliori.
mmm. ma non potevano tenerli nascosti un altro pò?
complimenti, splendida mostra e splendida rocca, valeva la pena di affrontare qualche curva :-)