A Montepulciano sono 12 le opere ospitate nella suggestiva chiesa di San Francesco anche se in totale quelle recuperate dai restauri ed inserite in catalogo risultano essere 24. Le dodici escluse, infatti, non sono state poiché opere murali. Il catalogo è tuttavia munito di una mappa della città con le segnalazioni dei luoghi dove sono conservate. Le tele esposte provengono da tutto il territorio poliziano e comprendono capolavori dell’arte figurativa dal XIV al XX secolo.
Montepulciano, dunque, non solo culla del Rinascimento ma vivo centro artistico anche nel ‘300, nel ‘600 e nel ‘700. Troviamo attivi in città artisti come il Maestro di Badia Isola, autore di un affresco nella chiesa di San Biagio, riscoperto dopo un recentissimo restauro, artista senese attivo tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento, seguace
Di un anonimo pittore senese del XIV secolo è l’affresco, restaurato nel 2001 dal Ministero per i beni e le attività culturali, all’interno della chiesa di San Francesco raffigurante la Madonna col bambino tra i Santi Leonardo, Pietro, Paolo e Francesco, concepito come un finto polittico, vicino nello stile alle opere dei pittori senesi Luca di Tommè e Meo da Siena.
E’ da ricordare, inoltre, l’opera più importante del soggiorno poliziano e della sua piena maturità di Niccolò Betti, artista fiorentino attivo tra la fine degli anni settanta del ‘500 e il primo decennio del ‘600, voluta dai religiosi del Convento di Santa Agnese e raffigurante l’Adorazione dei Pastori. Questo lavoro è stato ritrovato nelle sue tinte originali dopo un delicato restauro, attraverso il quale sono stati scoperti anche
E` esposta anche un’importante opera su tela di recente attribuita (dalla sovrintendente Laura Martini, curatrice della mostra) all’artista barocco Andrea Pozzo e proveniente dal terzo altare di destra della Chiesa di Santa Maria dei Servi.
La tela raffigurante la Madonna col Bambino ed i santi Giovanni Battista, Apollonia, Margherita e Giuliana Falconieri e restaurata nel 2002, reca in basso a sinistra le inequivocabili iniziali dell’artista APF –Andrea Pozzo Fecit– da sempre ignorate dalla critica locale e degli studiosi del padre gesuita, attivo nei primi anni del ‘700 nella opulenta Roma pontificia.
alessandra marzuoli
mostra visitata il 26 maggio 2003
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