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Il Palio di Dine | il primo drappellone del millennio dipinto da un principe della pop art

di - 3 Luglio 2000

La notte tra il 27 ed il 28 ci saranno le prove notturne, il giorno successivo la Tratta con l’assegnazione dei cavalli fino ad arrivare al 2 luglio con la corsa in Piazza del Campo.
Noi ci soffermiamo sul lato artistico della festa. L’amministrazione comunale ormai da qualche decennio ha sposato l’iniziativa di assegnare, ogni anno, la realizzazione di almeno un drappellone (a Siena si chiama, affettuosamente “cencio”) ad un artista di grande respiro internazionale. Per il primo Palio del 2000 è toccato a Jim Dine .

La presentazione è avvenuta nel Cortile del Podesta in Palazzo Pubblico alla presenza del sindaco Pierluigi Piccini e dell’illustre professore di Storia Contemporanea Enrico Crispolti.
Ma chi è Jim Dine? Nato nel 1935 a Cincinnati nell’Ohio, si trasferì a New York negli anni Cinquanta, stesso periodo dei suoi primi happenings ed environments con Allan Kaprow e Claes Oldenburg .
I suoi lavori si collocano in una linea di confine tra il new dada, l’action painting (di Pollock ) e la pop art. E’ comunque della pop art che Dine è considerato uno dei maggiori esponenti.
Il lavoro che l’artista ha compiuto per il “cencio” del 2 luglio è un intreccio tra stili pop ed avanguardia e tradizione senese. La madonna ed i simboli delle contrade, elementi obbligatori in un drappellone, sono stati rivisitati in una maniera personalissima da Dine. In particolare la madonna ha suscitato l’interesse dei contradaioli e dei dirigenti della festa: è una madonna triste, è stato detto, una madonna inquietante che rappresenta il lato oscuro, grigio e drammatico della festa. Nel viso della Vergine dalle tonalità del carboncino grigio si passa a sfumatore ocra fino a tagli rosso sangue. La paura di aver assegnato un opera così delicata ad un artista d’avanguardia è tuttavia passata immediatamente quando il dipinto è comparso davanti alle decine di persone accalcate nel cortile del palazzo comunale.
Il Palio è si una festa ma almeno tanto quanto è una guerra: se è rappresentato da un opera dura, severa e cruda tanto meglio.

massimiliano tonelli

[exibart]

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