Organizzate essenzialmente dalle curatrici ‘resident’ nel Museo, sono state annunciate le mostre che il Castello di Rivoli proporrà nella stagione 2003.
Il modernismo e la modernità saranno i temi della prima mostra, ad aprile. Dipinti, installazioni, progetti sonori e web. Per vedere come gli artisti contemporanei (Haluk Akakçe, Ricci Albenda, Massimo Bartolini, Elisabetta Benassi, Tacita Dean e molti altri) riflettono sul concetto di modernità. Sempre Carolyn Christov-Bakargiev, curatrice capo del Castello, porterà a Rivoli la personale di Janet Cardiff , già vista al P.S.1 ed al Musée d’Art Contemporain di Montréal. All’insegna dei paesaggi sonori e dell’interattività.
L’unica mostra curata da un guest è Electric Labyrinth proposta dall’iperattivo curatore parigino Hans Ulrich Obrist e dedicata all’architetto giapponese Arata Isozaki. Presenterà un grande progetto multipercettivo (vista, tatto, udito) realizzato per la Triennale di Milano nel 1968, già visto la scorsa estate a Karlsruhe nella mostra Iconoclash.
E veniamo alle mostre dedicate ai giovani artisti. Nel progetto che vede Rivoli ospitare il meglio della recentissima ricerca internazionale. Un albanese, una italo-anglo-americana, un francese. Il giovanissimo Anri Sala, nato a Tirana nel 1974, offrirà una selezione di nuove opere e sarà accompagnata dalla prima monografia dedicata al suo lavoro. Vanessa Beecroft presenterà una sua ampia personale con un grande catalogo. Il francese Pierre Huyghe allestirà la sua prima mostra in un museo italiano. A Torino presenterà il progetto espositivo più grandioso da lui concepito.
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