La casa materna di Mimmo Rotella diventa una Casa della Memoria – come volle chiamarla il compianto Pierre Restany – una sorta di tempio privato a cui è ora possibile accedere per meglio conoscere l’universo intimo e professionale dell’artista calabrese. Restaurata dall’architetto Marcello Sestito, la casa è stata concepita per volontà di Rotella come un luogo sacro, rigoroso e bianco. L’esposizione? Un nucleo di opere recenti e alcuni lavori degli anni ‘50 e ‘60, 250 volumi sui più grandi artisti della pop art e del neorealismo, oltre a numerosi ricordi e fotografie dell’intensa vita del maestro ottantaseienne. All’interno anche un piccolo bookshop e un maxi schermo.
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