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A Como la serata della Fondazione Ratti, tra performance e ricerca

di - 13 Luglio 2019

Una sola notte per immergersi nell’atmosfera del CSAV Artists Research Laboratory, a Como, a Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti. Dalle 18 di questa sera la lunga serata di performance e incontri, di cui in modo volutamente misterioso e ironico così la Fondazione annuncia il programma: «It’s coming: Live concert (probably): Zero Desire (former 12 Angry Men),  Squiggles, Performances, Casual Loops (or Causal Loops), Food, Drinks, maybe Music, Dogs, Nice park with tremendous view, David Guetta, casual local grindr dates, guests from Milan, Kasper the friendly ghost, hypnotist doggo, spasmodic connections, lemons are ripe, Lottery, Ei&Nik, Small-talk about Russian Dolls, pocket betrayals, thoughtful negotiators, Café Abyss, caffè disaffecto, binge watching, no swimming (toes might fall off), cash prize, no pool but(t) floating devices! Three drinks only! Formal yet sensual clothing is required (aka flip flops and swimsuit or naked), Arto».

Ideato e diretto da Annie Ratti dal 1995, CSAV ArtistsResearch Laboratory, ex Corso Superiore di Arti Visive a Como, si è imposto come luogo di sperimentazione sia per la levatura degli artisti che anno dopo anno via hanno insegnato – da Joseph Kosuth (1995) a Marina Abramovič (2001), da Matt Mullican (2013) a Tacita Dean (2014), solo per citarne alcuni -, sia per le metodologie d’insegnamento, che puntano su improvvisazione, dibattito e evoluzione tematica. Ad ogni edizione, spiega la Fondazione, «sono circa 20 i giovani artisti che, selezionati da una giuria, ogni anno a luglio risiedono a Como per circa 3/4 settimane e creano, a fianco di un artista invitato, un’officina sperimentale per approfondire non solo le loro conoscenze delle arti visive, ma anche e soprattutto per interagire fra di loro e con l’ambiente che li circonda».

La serata di oggi si colloca a metà della 25ma edizione del CSAV – Artists’ Research Laboratory che si svolge dal 29 giugno al 26 luglio – diretta come sempre da Annie Ratti, Presidente della Fondazione e da Lorenzo Benedetti
e Gregorio Magnani, direttori associati del laboratorio il cui titolo è Causal Loops / Squiggles e in cui a seguire i partecipanti sono il performer giapponese Ei Arakawa, la scultrice americana Nora Schultz e il curatore Kasper König, fondatore dello Skulptur Projekte di Münster.

Un’edizione che ha lasciato presagire una grande libertà fin dalla dichiarazione di Ei Arakawa e Nora Schultz all’inizio del percorso, in cui un ruolo preciso era già assegnato alla serata di oggi: «Il sovrapporsi della presenza di artisti e curatori in situ influenzerà la struttura di questo workshop, in cui l’evento centrale performance / presentazione / produzione / mostra accadrà nel mezzo del laboratorio, per spostare e mettere in discussione la forma comune di produzione (l’idea di processo cumulativo con un risultato e una presentazione finale) e concentrandosi maggiormente sulla riflessione del lavoro al momento della sua presentazione attuale (o: il momento in cui viene posto nel mondo).
Lavoreremo con la sovrapposizione in un modo che potrebbe essere paragonato al fenomeno sonoro dell’effetto Doppler o alla struttura temporale del paradosso della predestinazione».

19 gli artisti internazionali che prendono parte al CSAV 2019: Ilan Bachl (Germania); Pietro Bonfanti (Italia); Marc Buchy (Francia); Letizia Calori & Violette Maillard (Italia); Amos Cappuccio (Italia); Daniel Jablonski (Brasile); Stefan Klein (Germania); Wesley Larios (U.S.A.); Laura Leppert (Germania); Douna Lim & Théo Peso (Francia); Edoardo Manzoni (Italia); Michael Sven Meier (Germania); Tomás Nervi (Argentina); Alan Segal (Argentina); Paulo Wirz (Brasile); Eleni Wittbrodt (Germania). (Silvia Conta)

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