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Pur nella certezza che questo governo nella sua totale assenza di idee riesca solo a cancellare quanto è esistito e che pertanto, ogni sforzo di artisti e organizzastori sarà vanificato, l'allargamento alla partecipazione potrebbe, forse oggi e per la prima volta nella nostra storia divenire costruttiva per il futuro, magari non nostro, magari lontano, ma futuro di diversità unite e compatte. Forse da questo momento potrebbe nascere quella coesione alla difesa dei diritti del settore che in altri paesi è "potente" ormai da tempi lontani. Paesi in cui l'immagine stessa del governo passa attraverso la rappresentazione pubblica nazionale ed estera della cultura. Paesi in cui artisti, organizzatori e promotori sono voce che deve essere ascoltata perché fortemente unita. E con la preghiera, nell'organizzare orari e giorni per gli incontri, di tenere conto che scarseggiano i mezzi pubblici con attese che arrivano fino a 45 minuti.
Sembra una doccia fredda, ma a mio parere molto salutare. Per riflettere sulle reali urgenze in campo e riscoprire, per esempio, il valore della gratuità. Questi tagli faranno riflettere mastodontiche strutture di organizzatori, curatori, moderatori..cornici per contenuti piccoli piccoli e accessori rispetto il contorno. Penso soprattutto all'arte contemporanea che sta vivendo un appiattimento di contenuti al limite dell'inganno collettivo (resistono solo i valori consolidati).
Tiziano Terzani ha dichiarato che la vera libertà inizia quando finiscono le scelte; perchè in questo modo si è costretti ad essere se stessi.
brrrrrrrrr
davvero Terzani ha scritto questo?