Si preannuncia densa di sorprese e appuntamenti interessanti questa 24esima edizione di Arco, la fiera d’arte contemporanea più importante in Spagna. L’evento madrileno è un richiamo goloso per galleristi, artisti, curatori, collezionisti, consulenti di tutto il mondo in caccia come sempre di new trend, affari, contatti, mostre, occasioni di dibattito e buoni imput intellettuali.
250 gallerie, di cui 100 spagnole e il resto diviso tra le maggiori capitali internazionali dell’arte.
Ben quindici le presenze italiane: Artiaco, che affianca ai maestri degli anni ‘60-‘70 i più giovani Bianco-Valente, Thomas Hirschoorn, Botto & Bruno; Scognamiglio, che va dalla caliente partenopea Betty Bee all’impudico Spencer Tunick; la Galleria Pack, che presenta tra gli altri il sadomaso-splatter FrankoB e l’intenso video duetto dei Masbedo; Continua, ospite della sezione Project Room, con le sculture drammatiche di Berlinde de Bruyckere; e acora Persano, Astuni, Bonelli, Studio La Città, B&D Studio, Poggiali & Forconi, Gall. Tega, Rizziero, Gentili, e tra le associazioni culturali la milanese Via Farini, con Federico Herrero e Grupo Vídeo.It, e la Prometeo di Lucca, con i bad boy Santiago Serra e Jota Castro.
Il programma della Fiera è articolato e ben assortito. Oltre ai normali stand – divisi tra gallerie affermate e spazi emergenti, così da fornire un panorama esauriente del mercato internazionale – sono state allestite delle sezioni speciali affidate a team di validi curatori. Special Guest Country è un intero settore dedicato al Messico; New Territories, un programma di emerging art, cinquanta gallerie presentano artisti giovani (under 40) esponenti delle nuove ondate creative; Arco Latino, sezione per i giovani artisti caraibici e sudamericani; Project Room, per i progetti individuali; Experts Forum, ciclo di conferenze e dibattiti in cui artisti, curatori, critici, collezionisti e direttori di museo discuteranno dell’attualità artistica messicana; infine The Black Box@Arco sezione sui linguaggi audiovisivi, le nuove tecnologie e l’arte multimediale: sedici gallerie con una solida reputazione nel panorama dei new media, presentano l’opera di un singolo artista (video, proiezioni digitali e 3D, installazioni con macchine intelligenti, net art…), confermando la presenza di un mercato in espansione, specchio della società contemporanea ormai altamente tecnologizzata.
Una nota positiva anche per il web site della fiera, chiaro, funzionale e completo, dotato anche di un’ottima press room virtuale. (helga marsala)
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