Dopo la presentazione dello scorso aprile, entra a pieno regime il rinnovato
Museo Novecento di Firenze. Una trasformazione che ha riguardato sia il lato strutturale che quello espositivo, con interventi sull’allestimento della collezione permanente e sull’alternanza dei progetti temporanei, per un piano di valorizzazione organizzato da
Mus.e e fortemente voluto dal direttore artistico del museo
Sergio Risaliti. Nove le sezioni in cui è stata suddivisa la
collezione Della Ragione, con opere di molti maestri del Novecento, come
Mario Sironi,
Marino Marini,
Enrico Prampolini,
Giorgio Morandi, donate dall’ingegnere e collezionista
Alberto Della Ragione al Comune di Firenze nel 1970, nel suo nuovo assetto al secondo piano del Museo Novecento: Paesaggi, Natura Morta, L’artista e il suo mondo, Volti. Ritratti, Cavalleria, Pittura scolpita e scultura dipinta, Nudo, Gesti. Pose Sospese e Teatrini. Insieme alla collezione, ritrova degna collocazione, nell’altana del complesso, anche il
Lascito Ottone Rosai, donato al Comune di Firenze nel 1963.
«Lo spazio espositivo al secondo piano è stato profondamente trasformato. Ho inteso rinunciare all’effetto “camera con vista”, privilegiando l’interno (i dipinti, le sculture) all’esterno (la vista sulla piazza). Rinunciare al magnetismo del Rinascimento significa fare spazio alla scoperta, opera dopo opera, della “poesia” figurativa novecentesca. Concedere il tempo necessario e quieto alla contemplazione, da cui scaturisce la comprensione. Un percorso semplice, chiaro, per temi e generi, decisamente propedeutico», ha spiegato Risaliti.
Presentati anche una serie di progetti temporanei che, visitabili fino al 6 settembre, si aggiungono agli altri già inaugurati il 21 aprile, tra i quali ricordiamo quelli dedicati a Mario Cucinella e Ulla von Brandenburg. “Solo. Emilio Vedova” vede al centro i lavori dell’artista veneziano appartenenti alle collezioni civiche fiorentine, insieme a una selezione di opere provenienti da altre collezioni pubbliche e private. “Tutto è natura. Luciana Majoni”, una completa antologica di fotografie, dai volti ai paesaggi, realizzate dell’artista di Cortina d’Ampezzo, mentre Waiting Rooms-Tappeti volanti è l’installazione relazionale di Massimo Nannucci con una selezione di tappeti kilim messi a disposizione da Boralevi. Il 2 giugno, al Forte Belvedere, inoltre, aprirà la mostra dedicata a Eliseo Mattiacci, scultore marchigiano, considerato precursore dell’Arte Povera.