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A Roma il Festival di Letteratura e Cultura Ebraica guarda al futuro per capire come “riparare il mondo”

di - 3 Settembre 2015
Con La Notte della Cabbalà, si aprirà sabato, tra le 21 e l’1.30, nel quartiere dell’antico ghetto di Roma, la ottava edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica, curato da Ariela Piattelli, Marco Panella, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, e promosso dalla Comunità Ebraica di Roma, nel quadro dell’Estate Romana.
Fino al 9 settembre si susseguiranno letture, conferenze, performance, mostre e concerti sul tema “Around the Future”, e dunque anche sullo sviluppo di nuove tecnologie per il miglioramento di qualità di vita dell’umanità in un modo sostenibile e responsabile, partendo dal cruciale concetto dell’ebraismo “tiqqun ‘olam” תיקון עולם, riparare il mondo.
Tanta la carne al fuoco.
Sarà l’architetto Daniel Libeskind ad aprire le danze sabato, riflettendo sul rapporto tra città, futuro e memoria. Poi, un incontro che cercherà di gettare un ponte tra acqua, parola e Torà, passando per vie cabbalistiche con la guida della cabbalista Yarona Pinhas.
Ci sarà anche spazio per la letteratura (imperdibile il match tra nuovi autori israeliani e grandi autori israeliani), per la musica (Ozen Orkestra), per la performance e per le arti visive (con la mostra “Judei de Urbe. Storia illustrata degli ebrei di Roma” del disegnatore Mario Camerini).
Nei giorni seguenti il ricco programma – che potete studiare in dettaglio qui: www.festivaletteraturaebraica.it/programma.html – continuerà a proporre una serie di tavole rotonde e presentazioni intriganti che vedranno protagonisti, tra gli altri, il futurologo, e anche un po’ preveggente, David Passig, il noto scrittore Etgar Keret, il papà della fantascienza Isaac Asimov (ovviamente non lui in persona!), e il ReWalk, meraviglioso esoscheletro robotico, da tecnologia israeliana, che potrebbe rivoluzionare la vita dei paraplegici. E si parlerà anche di cibo, interpretato in maniera inedita, nell’incontro “Il pranzo delle delizie: il cibo come cultura della comprensione”.
Last but not least, occasione imperdibile, il Museo Ebraico di Roma e la Grande Sinagoga saranno eccezionalmente aperti e visitabili gratuitamente a partire dalle ore 22.00 di sabato. (Mario Finazzi)

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