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A Roma, musica, arte e danza contemporanea, per far rivivere le Terme di Diocleziano

di - 11 Luglio 2018
Un’interazione effimera tra passato e presente, che esalterà simbolicamente la funzione originaria della sua antica sede, le Terme di Diocleziano, un tempo centro di condivisione e benessere, luogo di unione e palestra della conoscenza. Riapplicando alla libertà quel gesto ripetuto e condiviso di allenamento dell’anima, quel rituale quotidiano di riunione e appagamento del corpo, la rassegna Ō, a cura di Cristiano Leone, si propone di far rivivere i monumentali ambienti del complesso termale con le loro aule e il michelangiolesco Chiostro grande, ospitando concerti, performances e mostre, per poter così riabilitare questi luoghi al loro antico ruolo di centro ricreativo e di aggregazione.
Per un intero mese, dal 14 settembre al 14 ottobre, gli spazi saranno sommersi da concerti dei più moderni generi musicali, performances di danza contemporanea e non solo. L’ipnotica dance elettronica di Donato Dozzy, la danza contemporanea di Lisbeth Gruwez, che unisce l’immagine al movimento, il suono alla luce, e la performance trans-disciplinare di Dasha Rush che, coniugando diverse forme d’arte, le rielabora con un’unica forma espressiva, sono solo alcuni degli eventi in programma.
Al partire dal 21 ottobre, poi, gli incontri si sposteranno nell’adiacente Planetario e avranno cadenza settimanale; si susseguiranno performances il cui meccanismo artistico si attiverà solo con la presenza di un pubblico fruitore, come lo shooting fotografico organizzato da Julian Hargrevaves, insieme a installazioni immersive, mostre e talk che animeranno la grande aula ottagona. Infine, le Grandi Aule delle Terme ospiteranno “Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri”, una mostra a cura di Paolo Campione e Maria Grazia Messina, che racconta la comparsa del Primitivismo in Europa, mescolando opere dei più grandi maestri del ‘900 insieme a manufatti etnici, un incontro fatale che ha portato l’arte e la scultura a rompere gli schemi canonici, fino ad allora validi, di fedeltà all’apparenza e alla visione oggettiva, per trovare nella materia stessa il suo fondamento primario.
Qui tutte le informazioni sul programma. (Elisa Eutizi)

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