Nell’ambito della mostra Gino Rossi e Arturo Martini. Quando l’arte si tace, in corso a Palazzo Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Iniziative Culturali presenta un documentario, commissionato al regista Riccardo De Cal, destinato ad aprire nuove possibili interpretazioni sull’ultima produzione di Gino Rossi, i vent’anni di reclusione manicomiale (1926-1947). L’opera, della durata di 60 minuti, presenta fra l’altro le testimonianze delle ultime persone che hanno conosciuto l’artista, portando alla luce documenti preziosi mai raccolti prima. L’ospedale come luogo di immagini silenziose, che ritmano una geografia della solitudine: finestre chiuse, chiavistelli, porte, ambienti desolati che raccontano l’animo di Rossi sempre più schivo e distante, destinato ad una lenta autoreclusione. L’opera di De Cal è nata in seguito all’esperienza fatta nel 2004 con il breve documentario La città del silenzio, in cui veniva esplorata la realtà dell’ospedale psichiatrico di Treviso e durante la cui lavorazione l’autore venne in contatto per la prima volta con la tragica vicenda di Gino Rossi.
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