Ceramica, resina e mito greco: la scultura di Guglielmo Maggini all’hotel Six Senses di Roma

di - 18 Maggio 2026

Nel centro storico di Roma, il Six Senses Rome amplia il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea con Senses of Art, nuovo progetto espositivo curato da Valentina Ciarallo. L’iniziativa nasce per trasformare gli spazi dell’hotel in un luogo di dialogo tra ospitalità, cultura e sperimentazione artistica, attraverso installazioni di grande formato, pensate per entrare in relazione con l’architettura e con la filosofia stessa della struttura. Ospitato nello storico Palazzo Salviati Cesi Mellini, il Six Senses Rome interpreta il concetto di lusso in una chiave contemporanea fondata su tre principi centrali: benessere olistico, sostenibilità e connessione con il territorio. Gli interni progettati dall’architetto Patricia Urquiola mantengono un equilibrio raffinato tra classicità romana e sensibilità moderna. Le linee morbide, la presenza costante della luce naturale e l’utilizzo di materiali essenziali, contribuiscono a creare un’atmosfera raccolta, quasi sospesa, concepita come una vera oasi urbana nel cuore della città.

In questo contesto si inserisce l’intervento di Guglielmo Maggini, artista romano nato nel 1992, che espone due opere per il primo appuntamento semestrale. L’opera Titano Mio (#2) accoglie visitatori e ospiti all’ingresso di Piazza San Marcello mentre La Solitudine del satiro, è posizionata diametralmente opposta nel Bivium, in prossimità della seconda entrata dell’hotel, invitando all’attraversamento in un viaggio di arte e riflessione. La scultura Titano Mio (#2) appartiene alla serie dei Titani, progetto ispirato alle figure mitologiche della tradizione greca. I dodici Titani rappresentavano le forze originarie del cosmo e della natura, entità immense, potenti e primordiali. Nell’iconografia classica queste figure appaiono gigantesche, solenni e caotiche, simboli di una forza ancestrale impossibile da contenere. L’opera Titano Mio (#2) nasce durante una residenza artistica presso la storica famiglia di artigiani eugubini Fumanti, nel laboratorio Ceramiche Fumanti di Gubbio. Qui Maggini lavora su antichi stampi in gesso appartenuti al fondatore Aldo Fumanti, un tempo utilizzati per la produzione decorativa e successivamente dismessi per lasciare spazio a processi più moderni e redditizi.

Installation view 2026, Guglielmo Maggini per Senses of Art, a cura di Valentina Ciarallo, Six Senses, Roma Courtesy l’artista e z2o Sara Zanin

L’artista recupera questi frammenti dimenticati e li trasforma in una nuova composizione scultorea attraverso l’utilizzo di ceramica smaltata e resina. Ombrelliere, mascheroni, caminiere ed elementi architettonici riemergono così da un archivio silenzioso e tornano a vivere in una forma completamente nuovo. Il blu intenso della maiolica tradizionale dialoga con la dimensione contemporanea della resina industriale, creando un contrasto tra memoria artigianale e linguaggio moderno. L’opera è valsa all’artista il primo premio Talent Prize 2025. La motivazione del premio ha sottolineato la sua capacità di unire “completezza tecnica e sapere artigianale”, elementi che rappresentano il nucleo centrale della sua ricerca. Le opere di Maggini si distinguono infatti per una forte sperimentazione materica e per una continua indagine sulle possibilità trasformative dei materiali. Le superfici vengono alterate, deformate e stratificate, fino a generare configurazioni astratte, dense di energia e tensione visiva.

Installation view 2026, Guglielmo Maggini per Senses of Art, a cura di Valentina Ciarallo, Six Senses, Roma Courtesy l’artista e z2o Sara Zanin

La materia sembra espandersi, crescere, esplodere e attraversare lo spazio, con un impulso vitale che rende le sue sculture organismi in continua evoluzione. Nell’opera La Solitudine del satiro le dimensioni sono contenute ma la stratificazione dei messaggi genera la stessa tensione e il passaggio tra la ceramica e la resina appare come un collante di cera che si scioglie per rigenerarsi, amplificando il passaggio tra antico e moderno. Proprio questa tensione tra tempi differenti costituisce uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Maggini, giocando da un lato con la lentezza della tradizione ceramica e dall’altro con la rapidità e la fluidità della materia sintetica. Il risultato è un agglomerato scultoreo dinamico in cui il passato non viene semplicemente conservato, ma reinterpretato attraverso una sensibilità attuale. Con Senses of Art, il Six Senses Rome fa dell’arte una parte integrante dell’esperienza dell’hotel. Non un semplice elemento decorativo, ma uno strumento di relazione con la città, con la storia e con il pubblico contemporaneo.

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