Il nome è al tempo stesso altisonante e vago, Centro Internazionale d’Arte e Cultura. È un nuovo spazio culturale dedicato a mostre d’arte contemporanea e a presentazione di libri, che si inaugura a Venezia con due padrini d’eccezione, Bruno Vespa e Alessandro Riva. Collocato in un’antica chiesa del ‘700, presso l’Istituto di Studi Ecumenici (dietro l’ospedale civile), quindi lontano dai percorsi monumentali si vivacizzano con la ristrutturazione di teatri, centri culturali e laboratori d’arte, il CIAC, gestito dalla Galleria d’Arte Moderna di Faenza, si dedicherà contemporaneamente alla presentazione di libri e all’allestimento di mostre d’arte, con la convinzione che il futuro della valorizzazione della cultura internazionale sia nella contaminazione tra le discipline. Per l’inaurazione Bruno Vespa presenta -anche qui!- il suo ultimo saggio Vincitori e vinti, edito da Rai-Eri Mondadori, mentre la sezione artistica debutta con Bombardieriland, personale di Stefano Bombardieri a cura di Alessandro Riva.
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Certo che se un Centro Internazionale d'Arte
e Cultura apre con bruno vespa come padrino, oltretutto considerato d'eccezione,credo naturalmente forti sorgano i dubbi se i tagli ignobili alla Cultura attuati dai governanti in corso siano ancora da considerarsi tali.
Ma è davvero solo un caso se il nome di Alessandro Riva è, per ben due volte, non evidenziato? A pensar male si fa peccato...