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A Villa Massimo arriva l’estate, e i borsisti 2015 presentano lo stato dei lavori, prima delle vacanze

di - 11 Giugno 2015
Vi ricordate i borsisti 2015 dell’Accademia Tedesca a Roma? Che avranno combinato? Alzi la mano chi non se lo è chiesto almeno una volta in questi mesi!
Ieri, con la tradizionale Festa dell’Estate, Villa Massimo ha aperto le porte a tutti (ma proprio tutti, vista la folla) proprio per poter vedere e ascoltare i lavori finali degli artisti nei loro, bellissimi, studi.
Michael Hirschbichler ha preparato – si dice partendo da suggestioni barocche – una sua personale e cupa Jammerthal (“Valle di lacrime” in tedesco) fatta di recinti di filo spinato e immagini di cronaca violenta – cui siamo ormai assuefatti – manipolate e velate sino a renderle quasi liriche astrazioni.
Divertente e straniante l’installazione ATMO di Maix Mayer, dove uno studio inaccessibile, pieno di fumo e luci colorate, diventava opera solo grazie all’intervento dei visitatori-osservatori che si accalcavano sulla scala romana, ricostruita all’esterno.
Marieta Chirulescu presentava invece delle più canoniche considerazioni sull’atto del vedere, mescolando diverse tecniche di riproduzione dell’immagine – dalla pittura alla fotocopia – mentre è sembrato un poco accademico il lavoro di Karen Sander: in mostra alcuni dei suoi Mailed Paintings (tele spedite per posta senza imballo), una fotocopia 3D della propria persona in scala 1:5,  un limone appeso al muro (Kitchen Pieces), e delle foto manipolate di un viaggio Roma-Firenze.
Imponente e affascinante, seppure piuttosto tecnico, il lavoro dell’architetto Jorg Sieweke, del gruppo ParadoXcity, alle prese con una visionaria reinterpretazione della zona (aero)portuale di Roma.
Mentre vino e wurstel scorrevano a fiumi, i borsisti musicisti offrivano invece cibo per le orecchie: il cipriota Vassos Nicolaou eseguiva il brano di musica elettronica Orbit; Saskia Bladt accoglieva, in rigoroso silenzio, nel suo studio pieno di oggetti di scena e strumenti musicali,  dove, insieme alla ballerina Elizabeth Waterhouse e all’artista Sophie von Arnim, interpretava la sua composizione originale Daphne.
Tra gli altri pensionanti anche alcuni letterati, Eva Menasse e Steffen Popp, un modellista, Bernd Grimm, e persino un designer, Andreas Uebele.
Presenti anche i lavori dei borsisti di Casa Baldi e Villa Serpentara a Olevano Romano.
Grandioso come al solito il finale di serata, nei giardini di Villa Massimo trasformati per l’occasione in un estemporaneo, allegro e rumoroso Biergarten. (Mario Finazzi)

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