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Addio a Getulio Alviani, Maestro dell’arte cinetica e programmata

di - 24 Febbraio 2018
È scomparso oggi, a 78 anni, dopo una lunga battaglia contro una grave malattia, Getulio Alviani, maestro indiscusso dell’arte cinetica e programmata, impegnato anche in campi come il design, l’architettura e la moda. La triste notizia ci è stata comunicata dalla famiglia. Eleganti e vibratili, declinate verso i modi di un astrattismo sottile, le sue opere sono esposte nei musei più importanti del mondo, dal Museum of Modern Art di New York al Kunstmuseum di Basilea, fino alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e al Madre di Napoli. Nel 1965, al MoMA, fu tra i protagonisti di “The Responsive Eye”, la mostra curata da William C. Seitz e considerata un manifesto dell’arte del XX Secolo.
Nato a Udine, il 5 settembre del 1939, fin dalla prima adolescenza frequentò il laboratorio dello scultore Max Piccini, lavorando poi in uno studio tecnico di architetti e ingegneri e, successivamente, in una grande industria di apparecchiature elettriche, come grafico e progettista. Attirato dai principi del Bauhaus e dell’arte astratta e geometrica, che contribuì a diffondere in maniera determinante, concentrò la sua ricerca, in particolare, sui fenomeni complessi della percezione e sulla dinamica interazione tra occhio e superficie. Portavoce di un rinnovamento del rapporto tra arte e società, intense furono le collaborazioni con il mondo industriale, dal quale mutuò certi procedimenti di lavoro sui materiali, come l’alluminio, tra i suoi medium prediletti. Amico di artisti come Josef Albers, Max Bill, Konrad Wachsmann, Hans Richter, Sonia Delaunay, Henryk Berlewi, Pavel Mansouroff, Michel Seuphor e Lucio Fontana, entrò a far parte del movimento internazionale Nove Tendencije, fondato da Almir Mavignier, di cui fecero parte il Groupe de Recherce d’Art Visuelle di Parigi e il Gruppo N di Padova, con Enrico Castellani e Piero Manzoni. Da questo sodalizio artistico nacque il nucleo dell’arte ottica e cinetica. Nel 1963, per la stilista Germana Marucelli, progettò tessuti ottico-cinetici, portano l’allora nascente fenomeno della Op Art nel settore dell’alta moda. Nel 1964, la prima partecipazione alla Biennale di Venezia e la mostra Nouvelle Tendance, a Parigi, Ancora a metà anni ’60, iniziò a sperimentare installazioni ambientali vicine all’architettura. Nel 1976, la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Al centro della grande riscoperta dell’arte cinetica fin dai primi anni duemila, nel 2005 la Galleria d’Arte Moderna di Bergamo gli dedicò una importante retrospettiva, a cura di Giacinto Di Pietrantonio.

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