Duecentocinquanta opere di oltre 150 artisti, che hanno tracciato un solco indelebile nella storia dell’arte del XX secolo, nella pittura, nella scultura, nella grafica. Per una regione che, forse come nessuna altra italiana, ha visto crescere personalità che hanno dato impulso, per tutto il secolo scorso, a movimenti e correnti artistiche come il Divisionismo, il Futurismo, la Metafisica, il Novecento, l’Astrattismo, la Pop art, l’Arte povera e l’Arte concettuale. Tutto questo è la grande mostra
‘900. Cento anni di creatività in Piemonte, con la quale Alessandria e la sua provincia celebreranno la grande e irripetibile stagione dell’arte piemontese del Novecento. Un’iniziativa che si struttura in ben cinque sedi, Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica ad Alessandria, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, il Movicentro ad Acqui Terme e l’oratorio di San Bartolomeo a Valenza. Curata da Marisa Vescovo, in collaborazione con Giuliana Godio e Isa Caffarelli, l’esposizione prende avvio alla fine dell’Ottocento, da
Pellizza da Volpedo e dalla grande stagione divisionista e post-divisionista, con
Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Cesare Maggi, Matteo Olivero, Angelo Barabino, proseguendo poi con
Giacomo Balla e
Carlo Carrà, che hanno traghettato l’arte italiana dapprima verso il Futurismo, quindi alla Metafisica, a Novecento, all’astrattismo ottico percettivo. Giungendo fino alla stretta contemporaneità, con artisti giovani che hanno raggiunto in breve una notorietà internazionale, da
Pierluigi Pusole, Daniele Galliano e
Francesco Sena, per la pittura, a
Paolo Grassino, Fabio Viale, Nicola Bolla per la scultura, a
Giulia Caira, Botto & Bruno, Marzia Migliora per la fotografia.
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ma chi ha scritto queste 4 righe le ha viste le mostre??? possibile che non si riesca a fare una più accurata attenzione agli artisti che espongono? noi dico di fare un elenco, ma almeno di citare chi si presta sempre a fare le mostre senza vedere un quattrino. insomma, ci sono in mostra artisti bravissimi che non vengono nemmeno citati.
nessuno mai capace di differenziarsi dalle solite metodologie del recensiamo tanto per recensire.