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Alemanno su arte e architettura contemporanea: rimuoveremo la teca dell’Ara Pacis

di - 2 Maggio 2008
Non potevano tardare, nel profluvio di dichiarazioni e prese di posizione dopo l’elezione a sindaco di Roma, i primi interventi di Gianni Alemanno sull’arte e l’architettura contemporanea. Che infatti non si sono fatti attendere: in alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, il neo inquilino del Campidoglio ha rivelato che fra i primi interventi da mettere in atto ci potrebbe essere la rimozione della teca dell’Ara Pacis, di Richard Meier. Non sarà una delle priorità, ha precisato il sindaco, e comunque sarà data la parola ai romani con un referendum.
Magari – consigliamo – potrebbe concertare l’azione con il sindaco di Barcellona, nella cui città esiste – in pieno centro storico e dal 1995 – una struttura molto simile (il MACBA) che è l’orgoglio della città e che ha riqualificato un intero quartiere, il Raval… Forse invece dovrebbe rendersi conto fin da subito di governare una città internazionale. E pianificare, anzi, altri interventi di architettura di qualità anche nel centro storico. Esattamente come accade nei centri storici di Berlino, Vienna, Parigi, Londra, Madrid… (m. t.)

[exibart]

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  • Ad ogni governo la su teca, ad ogni impero il su guscio.
    Cosa è Roma adesso?
    un parco giochi per turisti, dove bere, vedere stralci di cio' che era la cultura italiana?
    e adesso cosa c'è di meglio che ditruggere e ricreare.
    Il sistema medioevale impone il dominio e così, l'uomo diventa
    guscio fragile di un sistema.
    I motivi si accavallano e le mezze verità diventano valori.
    L' italia ha bisogno di strade,,Roma ha bisogno di essere piu'
    transitabile,,,
    Roma non deve essere lo specchietto retrovisore per le foto dei turisti.
    Le parole hanno un peso, e le scelte politiche anche.
    Gli italiani,,,parte degli Italiani hanno scelto, e gli Italiani valuteranno.
    Un guscio di destra un guscio di sinistra.......
    ......

  • "Chi'nfràveca e sfràveca non perde maje tiempo"recita un vecchio detto napoletano, ma soldi,sì! Piuttosto vorrei suggerire al pimpante neo-eletto sindaco di "'nfravecàre" altrove: ce n'è molto bisogno...E poi, dove la metti la polvere del tempo?...

  • E' indubbio che ci fosse necessità di cambiare, troppe sono le clientele instaurate nel corpo della città...
    Veltroni modello Roma = sette miliardi di debiti + tre di mutui e una città invivibile, accerchiata da oltre cinquanta bidonville..
    Rutelli: ve li ricordate i suoi contrasti con La Regina per il sottopasso di Castel Sant'Angelo?
    Alemanno: perchè dovrebbe fare una politica di sinistra, cioè laddove c'è arroganza e presunzione culturale assolutamente immotivata?
    Meier? ottimo architetto ma dell'ambiente storico dell'ex Porto di Ripetta non ha capito un tubo. Credo anzi che non ci abbia nemmeno provato: lui costruisce a Nord come a Sud, che gli frega del contesto ambientale? Cosa volete che vincolo possa costituire per un archistar costruire nel centro storico come Roma? Serviva alla politica veltroniana dell'immagine e dunque?
    Potrei continuare all'infinito sulle cose sbagliate di Veltroni,vogliamo parlare del PRG? di un PRG che non ha affrontato i problemi secolari della città, già conosciuti da Sisto V, per uno strumento di gestione per la costruzione di milioni di metri cubi d'accordo con i cinque grandi imprenditori della città? Se qualcuno desidera che continui non ha che da contattarmi.

  • Primo: Bisognava aspettare Alemanno per rimuovere quell'obrobrio?
    Secondo: Chi bisognerà aspettare, per rimovere anche le cariatidi-padronidella cultura a Roma?
    Una volta si diceva: a da veni' Baffone, e poi e' venuto Baffetto, nientemeno...Non ci sono più speranze di pulizia dei soliti noti?
    Ah saperlo!

  • Per i nostalgici del duo rutelli/veltroni consiglio di rivedere, qualora l'avessero persa, la puntata di report di ieri sera intitolata "i re di roma".
    Poi venitemi a raccontare che la loro gestione del patrimonio ambientale e culturale è di qualità. Ha ragione chi parla di prg scempio, ultimo regalo ai palazzinari romani del nostro compianto Vartere.
    quanto ai commenti del tipo "alemanno sparete nelle ....." non provo nessun senso di sorpresa perchè chi abita a roma ed è dotato di un senso critico minimo sa bene che la cultura della tolleranza e del confronto non abita certo a sinistra...
    p.s. annotazione di carattere architettonico: al di la del fatto che è esteticamente più gradevole l'ikea, vi siete accorti che come materiale di rivestimento per la teca il grande meier ha usato l'intonaco? causa traffico siamo già alla seconda mano de' romanella...

  • prima l'ara pacis era bellissima...passando sul lungo tevere appariva quest'opera magnifica!! adesso il "casermone",che la ricopre,deturpa i palazzi e la zona circostante.sono d'accordo per la rimozione.

  • Non penso proprio che la struttura di Meier possa deturpare il contesto storco in cui si trova, anzi, è la soluzione ottimale per mantenere protetta l'Ara.
    è di una linearità ed essenzialità assoluta, c'è ma si dissolve allo stesso tempo, semplicemente efficace.
    Caro Alemanno, pensa ad altro, se sei in grado.
    E svegliati da questo sonno retorico e passatista.

  • sembra che nessuno consideri il significato di
    quei marmi finemente lavorati: l'ARA fu eretta
    per 40 anni di Pace, da Augusto. quindi sacra anche per noi, indipendentemente dalla bellez-
    za, perchè il simbolo è attuale e molto caro
    a noi, oggi. e dovrebbe quindi divenire fulcro
    per auspici ben più vasti: auspicare 80 anni
    di pace, poi 160 anni di pace, ecc.
    l'uso che se ne fa (i manichini di Valentino)
    è mediocre e risaputo. come il mostro di igno-
    ranza che ora lo ricopre: non è di per se brut-
    to, in quel contesto, è vandalico. ignora tutto.

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