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Alla Biennale di Venezia, l’arte iraniana ci sarà, nonostante le pesanti sanzioni degli USA

di - 4 Maggio 2019
Quando l’amore va oltre le restrizioni, è lì che nasce l’arte. Gli artisti iraniani non si fermano dinanzi alle sanzioni statunitensi ma mettono una marcia in più e, coordinati dai curatori, danno il via all’edizione di quest’anno della Biennale di Venezia, che si svolgerà dall’11 maggio al 24 novembre 2019, con pre-apertura il 9 e 10 maggio ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi della città lagunare. Il curatore della 58ma Esposizione Internazionale d’Arte, Ralph Rugoff, ha dichiarato che «In un’epoca nella quale la diffusione digitale di fake news e di “fatti alternativi” mina il dibattito politico e la fiducia su cui questo si fonda, vale la pena soffermarsi, se possibile, per rimettere in discussione i nostri punti di riferimento».
A dispetto delle pesanti sanzioni degli USA che hanno ostacolato l’operato del giovane curatore Ali Bakhtiari, le opere iraniane abbonderanno alla Biennale. Al Fondaco Marcello il padiglione ufficiale dell’Iran, con una mostra delle opere di tre artisti, ispirate ai lavori di un poeta iraniano contemporaneo. Grande clamore, suscitato dalle sanzioni, anche per Hadi Mozaffari, direttore dell’ufficio delle arti visive del Ministero della cultura e della guida islamica dell’Iran, che ha affermato che «Le sanzioni sono, decisamente, un grosso problema. Abbiamo creduto che l’arte e la cultura non sarebbero state così colpite da sanzioni come le aree della salute e della medicina, ma è questo che succede quando le compagnie assicurative non proteggono le opere d’arte, quando non è possibile spedire pezzi direttamente a Venezia nel modo più semplice, quando i nostri pagamenti non sono immuni da gravi complicazioni. Le sanzioni ci hanno colpito come farebbero, ad esempio, con il settore sanitario».
Tuttavia, gli artisti non hanno fatto attendere la loro replica ed è possibile, a tal proposito, individuare l’impronta dell’Iran in altre aree di Venezia. Basti pensare, per esempio, all’organizzazione no-profit londinese Parasol Unit, sotto la direzione del suo fondatore iraniano Ziba Ardalan, che celebra il suo 15mo anniversario con la presentazione di nove artisti iraniani, tra cui Y.Z. Kami, Farideh Lashai e Navid Nuur, nell’imponente Conservatorio di musica Benedetto Marcello di Venezia. L’obiettivo è quello di valorizzare ogni forma d’arte intesa come “scienza” scolpita da mani divine nel fango e adattata nella romantica sensibilità dell’uomo. Lo stesso Ardalan ha spiegato, ad ArtNewspaper, che «L’intero spettacolo riguarda la tolleranza, l’apertura e il dialogo. Si tratta di cultura e valori umani e speriamo di ricordare al mondo chi siamo e chi siamo stati come Iraniani». Lo spettacolo “The Spark is you è sostenuto dalla Iran Heritage Foundation e dalla Iran Society, con sede nel Regno Unito, nonché dalla Fondazione del collezionista Mohammed Afkhami ed è ispirato ai poeti Johann Wolfgang Goethe e Hafez; il suo scopo, difatti, include la comprensione tra le diverse nazioni e culture, nel rispetto di una diversità che non è disagio ma ricchezza. (Carlotta Casolaro)

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