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Alle porte l’edizione 2016 del Ragusa FestiWall, esempio del potere riqualificatore dell’arte pubblica. A sud dell’Europa

di - 6 Settembre 2016
Dopo il grande successo riscosso dall’edizione 2015 torna anche quest’anno il Ragusa FestiWall, manifestazione che ha visto la città siciliana imporsi, grazie a ospiti internazionali di tutto rispetto, come capitale meridionale della street art. Ma gli organizzatori del festival preferiscono l’espressione “arte pubblica”, nell’intento di ridefinire la terminologia di una categoria artistica difficilmente inquadrabile sottolineandone il carattere popolare e democratico.
Dal 6 al 18 settembre Ragusa si trasformerà in un museo a cielo aperto dove cinque artisti, provenienti dai contesti più diversi, proveranno a lasciare sui muri della città un segno del loro passaggio. Apriranno la kermesse Agostino Iacurci (home page) e il tedesco Sat One, che lasceranno prima il posto allo statunitense Evoca1 – al suo debutto italiano – e poi a Fintag Magee e Hyuro (sopra), rispettivamente australiano e spagnolo. Gli interventi si concentreranno nel quartiere “Selvaggio” del capoluogo siculo, da sempre al centro di numerose polemiche per il discutibile progetto urbanistico caratterizzato da una cementificazione residenziale massiccia a scapito dello spazio pubblico. Ed è proprio quello spazio pubblico che vuole essere restituito alla gente grazie alle opere del festival, che secondo gli ideatori Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dimostra il valore sociale dell’arte pubblica nel rivitalizzare zone dimenticate delle città
Durante i tredici giorni del Ragusa FestiWall 2016 si svolgeranno inoltre concerti live, workshop e laboratori aperti a tutti, mentre il vero e proprio Opening sarà lunedì 12 settembre a partire dalle 18 nell’ “HeadQuarter” del FestiWall a Via Berlinguer. (gt)

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