Categorie: AttualitĂ 

Scossone al MiC: Giuli revoca due incarichi apicali del suo Ministero

di - 11 Maggio 2026

Nuovo scossone al Ministero della Cultura. Secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, Alessandro Giuli avrebbe revocato gli incarichi a due figure apicali del proprio staff: Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica del dicastero, ed Elena Proietti, responsabile della segreteria personale del ministro. I decreti di revoca sarebbero già stati inviati. Questa volta però non è la Biennale di Venezia al centro della crisi, che pure continua a rappresentare uno dei principali terreni di scontro politico e simbolico attorno alla figura del ministro. Secondo quanto ricostruito dal Corriere, infatti, Merlino pagherebbe soprattutto la gestione del caso relativo al documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti, escluso dai contributi selettivi del ministero. Una vicenda che nelle ultime settimane ha generato un forte dibattito pubblico, dimissioni interne alle commissioni ministeriali e interrogazioni parlamentari.

Il documentario dedicato al ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo nel 2016 era stato giudicato «Non meritevole di sostegno pubblico» dalla Commissione Cinema del MiC, nonostante il rilievo civile e simbolico dell’opera. La scelta aveva riaperto il confronto sui criteri di assegnazione dei fondi pubblici al cinema e sul rapporto tra autonomia tecnica delle commissioni e responsabilità politica del ministero.

Proprio Giuli, intervenendo successivamente alla Camera, aveva preso pubblicamente le distanze dalla decisione: «Non condivido né sul piano ideale né morale la scelta sul documentario su Giulio Regeni», aveva dichiarato, ribadendo però l’autonomia delle commissioni ministeriali. Secondo le indiscrezioni emerse in queste ore, il ministro sarebbe rimasto irritato dal fatto che Merlino fosse a conoscenza della situazione mentre lui ne sarebbe stato informato solo successivamente all’esplosione del caso mediatico.

La figura di Emanuele Merlino assume inoltre un peso politico particolare negli equilibri interni di Fratelli d’Italia. Figlio di Mario Merlino, storico esponente della destra radicale italiana con trascorsi in Avanguardia Nazionale, Emanuele viene considerato vicino al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, uno dei collaboratori più influenti di Giorgia Meloni. Aveva mantenuto un ruolo centrale anche durante il ministero di Gennaro Sangiuliano.

Diversa, almeno formalmente, la motivazione che avrebbe portato alla revoca dell’incarico di Elena Proietti. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, l’ex assessora di Fratelli d’Italia a Terni non avrebbe partecipato alla missione del ministro a New York dello scorso mese, episodio che avrebbe incrinato il rapporto fiduciario con Giuli.

Le revoche si inseriscono in un clima già fortemente deteriorato. Negli ultimi mesi il ministro si è trovato coinvolto in diversi fronti polemici: dal caso legato a Beatrice Venezi al Teatro La Fenice fino alle tensioni con Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia.

Proprio la Biennale continua infatti a rappresentare uno spazio di attrito politico interno alla maggioranza. La presenza del vicepremier Matteo Salvini alla presentazione del Padiglione Italia, criticata dallo stesso Giuli, avrebbe ulteriormente alimentato le tensioni, contribuendo a rendere piĂą visibili le divisioni tra diverse aree del centrodestra.

«L’elenco delle dimissioni e delle uscite nel governo Meloni ormai è lungo. Non è più una somma di episodi isolati, è il segno di una maggioranza attraversata da guerre interne, regolamenti di conti, scontri tra correnti e leadership in competizione», ha commentato Sandro Ruotolo, responsabile Cultura per il Pd.

Da parte del governo, il primo tentativo di ridimensionare l’accaduto è arrivato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha definito le revoche «Normali avvicendamenti», sottolineando come il ministro abbia il diritto di ridefinire il proprio assetto fiduciario. Ma le sue parole hanno lasciato intravedere anche una certa cautela politica: Lollobrigida ha infatti elogiato pubblicamente sia Merlino sia Proietti, citando la loro «indiscussa» esperienza e la loro capacità.

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Tag: alessandro giuli biennale d'arte di venezia elena proietti emanuele merlino MIC - Ministero della Cultura simone manetti

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