Ci sono proprio tutti gli elementi per creare quella giusta suspense degna di ogni premiazione che si rispetti. Il ritardo dell’annuncio del
Premio Italia Arte Contemporanea 2010, quest’anno alla decima edizione, promesso alle ore 13 e avvenuto solamente alle 14.40; i ringraziamenti di Pio Baldi Presidente della Fondazione Maxxi e del curatore Bartolomeo Pietromarchi e l’emozione di Anna Mattirolo, Direttore del Maxxi Arte, anche per il ritorno nella Capitale del Premio che, nelle ultime edizione è stato appannaggio della
Biennale di Venezia.
Con una giusta solennità, è stata la Mattirolo stessa a proclamare il vincitore del Premio scelto tra i quattro finalisti under 40, Rosa Barba, Rossella Biscotti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Piero Golia. A loro tutti è dedicata la mostra che inaugura oggi stesso, mentre il vincitore avrà anche una pubblicazione monografica. E alla fine eccolo, il nome del vincitore, o meglio, la vincitrice – estratto da una busta sigillata -:
Rossella Biscotti. Una speciale menzione è toccata a
Gianluca e
Massimiliano De Serio. Un premio, questo, che sta molto a cuore del Maxxi per il valore anche simbolico che rappresenta: è con le opere dei vincitori delle prime edizioni che ha preso avvio la collezione del Museo stesso. Tutte appositamente ideate per il progetto, le opere dei finalisti, prodotte dal Maxxi, affrontano temi di attualità e legati alla storia recente. L’attenzione di Rossella Biscotti si è soffermata sugli interventi di trasformazione architettonica dell’ex Accademia di Scherma di Luigi Moretti al Foro Italico in Corte d’Assise, che poi ha ospitato i processi storici degli anni Settanta, tra cui quello di Aldo Moro. Mentre i fratelli De Serio si sono soffermati, col loro video, sulle storie di alcuni rifugiati della caserma di Via Asti di Torino.
In contemporanea all’annuncio del premio, il museo di Zaha Hadid ha inaugurato il progetto
Contemporaneo.doc, la prima mostra dedicata al DOCVA, archivio di Careof e Viafarini. Un progetto di Maxxi Base (Biblioteca, Archivi, Studi, Editoria), nato in collaborazione con Maxxi Arte, dedicato all’attività dei principali archivi e centri di documentazione di arte contemporanea, per conoscere quelle realtà che costantemente si occupano della ricerca e della promozione della giovane arte in Italia e all’Estero. “
3015 portfolio di giovani artisti italiani, 150 video, 5 database online, e le proiezioni di mostre ed eventi realizzati da Careof e Viafarini a Milano, raccontano un modo radicalmente nuovo di conoscere la creatività contemporanea dove i veri protagonisti sono la ricerca, la raccolta, la consultazione e l’interazione con il pubblico”.
L’allestimento prevede la consultazione diretta dei portfolio degli artisti da parte del pubblico, dei 5 database online – tutti raggiungibili da
www.docva.org – e dei due jukebox con i video degli artisti presenti nella collezione del Maxxi, provenienti dall’Archivio DOCVA, con il supporto di mediatori culturali formati da DOCVA, Maxxi e l’Università La Sapienza di Roma. Incontri e dibattiti apriranno la mostra al contributo di artisti, critici, curatori e specialisti di altre discipline. (
daniela trincia)
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http://arte-milano.blogspot.com/2010/12/winner-is-rossella-biscotti.html
Mi sembra utile mettere in relazione i calchi dell'aula bunker di Rossella Biscotti con quelli presentati, sempre a Roma e nello stesso momento, dai Pennacchio Argentato:
http://www.t293.it/ROMA.html
Nel comunicato questi calchi vengono giustamente definiti come l'incontro di warhol e judd. Incontro tra minimalismo e pop. Anche quelli della Biscotti sono l'incontro tra minimalismo e pop; in questo caso un pop molto italiano pervaso da questo sapore amaro e vintage. Direi anche ruffiano viste le gustose atmosfere vintage, tanto di moda, e sospese tra malinconia e poesia.
Mi vengono in mente anche i famosi calchi di Rachel Whiteread
http://en.wikipedia.org/wiki/Rachel_Whiteread
C'è un 1900 che tiene tutti in ostaggio. Mi sembra che i figli di Pier Luigi Celli soffrano un problema di contenuti e non di strumenti (conta poco essere fuori o dentro l'italia).
I punti di partenza saranno anche diversi, ma gli esiti sono EGUALI a Rachel Whiteread!!!
La parodia di un linguaggio apparentemente controcorrente, in realtà vecchio nella forma e nel contenuto.
con quale superficialità metti in relazione il lavoro di pennacchio argentato con quello di rossella biscotti o ancora rachel whiteread?
i calchi creano suggestioni sì, ma l'uso che se ne fa deve sempre essere contestualizzato rispetto al lavoro dell'artista e gli artisti che metti a confronto non hanno niente in comune.
Per la biscotti i calchi sono strumento per portare un luogo simbolico all'interno del museo. La memoria dell'aula bunker si solidifica davanti ai nostri occhi, l'eredità di un momento irrisolto della storia politica italiana si rivela quanto mai concreta nel presente.
[...] non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo [...]
luca rossi è “una furba strategia di marketing che mira a indebolire la concorrenza agli occhi dei consumatori ("gli artisti sono scarsi e troppi, i curatori sono dei dittatori senza acume che indeboliscono il mercato, l'eccesso di offerta fa scendere i prezzi = collezionisti non comprate nessuno che abbia a che fare con coloro che cito perchè non vale un cazzo"). tanto per fare un altro esempio […]), dopo questa intuizione è chiaro anche perchè rossi insiste nel ripetere testi e immagini nel blog. una specie di advertising per imprimere bene in mente il suo operato.”
nome multiplo/anonimato (blissett)
+ rapporto magazine/uso ambiguo-pop dei media (cattelan, Jacopo dell., ecc.)
+ frammentazione dell’opera nell’informazione (fine anni ’60)
+ blog vetrina portfolio + stalking in forum/blog (boresta, pesce a fore, jacopo dell. ecc.)
+ enigmatica o grossolana infiltrazione in … (a. c.)
+ uso curatore come alter ego _cavalucci_ (cattelan_gioni)
+ superamento del ruolo tradizionale dell'artista (quasi tutti)
+ ecc.
=
luca rossi
Non ho scritto che la biscotti e i pennacchio argentato siano la stessa cosa. Ho detto che nei calchi in cemento confluiscono una corrente pop e una corrente minimale. Per i pennacchio il minimalismo di Judd può essere modificato attraverso delle maniglie "giocose" (azione molto pop, da incredibile Hulk-immagine usata nella mostra). Per la Biscotti le forme minimali di Judd (con il piglio di Whiteread) si caricano dell'immaginario pop degli anni di piombo. Periodo vintage che sta vivendo una nuova vita anche nella moda da vestire e nel cinema (cosa sintomatica).
Le opere della Biscotti sono innanzi tutto delle rovine, delle rovine minimali e rigorose. Chi le incontra nel museo non vede un collegamento didascalico con il processo anni 70 o con quel periodo storico: vivono efficacemente su questa doppia lettura (esattamente come per la Whiteread).
E quando abbiamo evocato quel periodo storico??? Pochi giorni fà sono stati assolti gli imputati per la strage di Piazza della Loggia. Strage simbolo degli anni 70. La cosa è stata ripresa dalla trasmissione " Vieni via con me" attraverso modalità molto efficaci.
La giovane arte contemporanea deve essere consapevole che trasmissimoni intelligenti come "Vieni via con me" esistono. Dovrebbe riuscire a risolvere gli anni 70, superarli; evitare di rimanerne impigniata; affrontarne le ombre piuttosto che riproporne le "luci";
E quando abbiamo rievocato poeticamente gli anni 70? Allora?
Sulla lettura che mi riguarda:
nome multiplo/anonimato (blissett)
Io non sono anonimo, e multiplo lo sono nella misura in cui gli altri usano il mio nome. Non so che dire.
+ rapporto magazine/uso ambiguo-pop dei media (cattelan, Jacopo dell., ecc.)
Uso ambiguo??? Scrivo solo un semplice blog che a volte organizza progetto esterni. Nessuna ambiguità.
+ frammentazione dell’opera nell’informazione (fine anni ’60)
L'opera non è frammentata ma esiste ed è fruibile. E' come dire che un artista che viene comunicato da una galleria attraverso il comunicato stampa sia un artista che fa mail art. Non ha senso. Fa comodo fermarsi ad una lettura superficiale, perchè avete "paura", avete necessità di ridimensionare tutto per salvare la vostra mediocrità.Non so perchè.
+ blog vetrina portfolio + stalking in forum/blog (boresta, pesce a fore, jacopo dell. ecc.)
Portfolio? Per chi??? Mi sembra solo anacronistico una certo ruolo di artista. Si continua a leggere le cose con certi occhi maliziosi: io tengo solo un blog.
+ enigmatica o grossolana infiltrazione in … (a. c.)
Infiltrazione? Scrivo commenti, propongo articoli su Flash Art...infiltrazione??? Enigmatica? Mha..
+ uso curatore come alter ego _cavalucci_ (cattelan_gioni)
Fabio Cavallucci non è un mio alter ego. Ci sono semplicemente persone che condividono il mio lavoro.
+ superamento del ruolo tradizionale dell'artista (quasi tutti)
Più che superamento c'è una sottrazione, uno sprofondare. Ma perchè dite che sono un artista???? Sono un blogger al limite. Ma le etichette non mi piacciono. Mi sembrano stupide..
grimaldi circa le sue opere "non sono tigri ma le sabbie mobili che le hanno inghiottite"
morsiani. -L’artista sta strutturando nel tempo un metodo di lavoro con il quale tende a estremizzare una situazione di immobilità. Muoversi il minimo indispensabile, allora,
scegliendo di radicalizzare il rapporto con una situazione coercitiva [...]
http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=articolo_spec&id_art_spec=5
rossi- Più che superamento c'è una sottrazione, uno sprofondare. Ma perchè dite che sono un artista???? Sono un blogger al limite. Ma le etichette non mi piacciono. In questa fase storica l'artista giovane dovrebbe sottrarsi e rinnegarsi
nome multiplo/anonimato (blissett)
+ critica "sistema”: livellamento/omologazione (grimaldi)
+ rapporto magazine/uso ambiguo-pop dei media (cattelan, Jacopo dell., ecc.)
+ frammentazione dell’opera nell’informazione (fine anni ’60)
+ blog vetrina portfolio + stalking in forum/blog (boresta, pesce a fore, jacopo dell. ecc.)
+ enigmatica o grossolana infiltrazione in spazi espositivi, ecc. (a. c., ecc.)
+ uso curatore come alter ego _cavalucci_ (cattelan_gioni)
+ superamento del ruolo tradizionale dell'artista (quasi tutti)
+ sottrazione/sparizione (ube. _anni '60_, ban jan ader, morsiani, ecc.)
+ ecc.
=
luca rossi
vorrei fare i miei più sentiti complimenti a Rossella Biscotti, che come sempre dimostra arguzia e raffinatezza nel lavoro come nella scelta dei premi, nell'incredibile capacità da rabdomante nel buttarsi a capofitto nelle imprese che già partono vittoriose. la sua armatura rimane ancora una volta senza un graffio... e lo scontro sta sempre altrove!
Vista la commissione del MAXXI, non poteva che vincere lei. Trovo però che la non chiarezza della posizione dell'artista Biscotti con il sistema dell'arte italiano urti fragorosamente con la sua volontà di poetica, che cerca di evidenziare i punti critici della storia recente della penisola. Come può un'artista così 'collusa' diventare la paladina di una critica al nostro presente civile? Non rischia mai nulla e pertanto non risulta credibile nella sua denuncia politica.
Hanno fatto comunque bene ad escluderla a priori da alcuni Premi (vedasi Moroso) e speriamo che sia l'inizio (prossimo premio Furla) di un diverso atteggiamento nei suoi confronti
Caro Andrea,
non ho visto le opere, ma la mia sensibilità mi fa dire che probabilmente avrei preferito i De Serio (è comunque un'opinione personale basata sulle mostre precedenti).
Ma tu come fai a mettere sullo stesso piano il Premio Moroso (o il Furla) con quello del Maxxi che è dato da un'istituzione pubblica? E perché ci deve sempre essere dietrologia? Se sai qualcosa scrivilo e non fare il semplice delatore.