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Apocalittico o meraviglioso? A Trieste, le visioni di sei artisti sulla fantascienza

di - 23 Dicembre 2018
Nel luglio del 2020, Trieste, in tutta la sua scontrosa grazia, diventerà la Capitale Europea della Scienza. Saranno trascorsi esattamente 57 anni da quando al Castello di San Giusto si tenne la prima edizione del Festival della Fantascienza, progenitore del Trieste Science+Fiction Festival che ogni ottobre anima il capoluogo giuliano. È proprio in virtù di questa radicata passione della città e in previsione dell’appuntamento internazionale di ESOF 20, che nasce il progetto espositivo “Sci-Fi episode #1: PRELUDE”.
La collettiva indaga il tema della fantascienza attraverso le opera di sei artisti internazionali – Tuomas Laitinen, Sasha Litvintseva, Ben Rivers, Sarah Ancelle Schönfeld, Markus Selg, Suzanne Treister e Simón Vega – i cui lavori vengono per la esposti in Italia per la prima volta. Visitabile fino al 31 dicembre, la mostra curata da Valentina Casacchia si fregia di tre sedi davvero inedite: la Stazione Centrale, il Palazzo delle Poste e il Mercato Coperto di via Carducci. Questi luoghi pubblici, nel cuore del borgo teresiano, abitualmente frequentati da persone di ogni tipo, sono stati scelti quali location proprio nell’intento di creare un itinerario esperienziale tra spiazzamento e straniamento. Le opere invadono questi ambienti storicamente connotati e cari al triestino medio e si offrono (o impongono) senza distinzione tanto allo spettatore neofita che ai visitatori più esperti. Sono luoghi di flusso, dall’andirivieni continuo, in cui cose e persone circolano: chiaro riferimento al viaggio o al passaggio da una dimensione all’altra che è uno dei fil rouge della mostra oltre che un tema caro alla fantascienza da sempre.
I lavori esposti restituiscono un immaginario di futuro, tra apocalittico e fantastico, in cui centrali sono però temi fortemente attuali come l’ecologia, le derive tecnologiche e le dinamiche socio-culturali conseguenti la modernità. Nel video Urth, Ben Rivers immagina uno scienziato che vive in un ecosistema artificiale, una biosfera sperimentale, quale potrebbe essere quella di un non lontano futuro o su un pianeta colonizzato nello spezio. Con l’opera Hawk, appropriandosi di antichi miti e simboli per creare scenari fantascientifici, Markus Selg pone quesiti di natura filosofica intorno alla dialettica tecnologia/spiritualità, coscienza individuale/inconscio collettivo, arcaico/contemporaneo. Nelle stampe Palm 3 World Station at Coachella, Simón Vega riproduce la gigantesca scultura della serie ‘Space Race Tropical Space Proyectos’, realizzata usando materiali delle baraccopoli: tra parodia della Guerra Fredda e critica delle disuguaglianza socio-economica tra primo e terzo mondo. In Survivor (F), Suzanne Treister, esplora possibili realtà future, tra scenari post-umani, intelligenza artificiale e coscienza psichedelica. Con la scultura in vetro Sensory Adaptation Device #12, Tuomas Laitinen indaga le possibilità dei materiali di mediare la nostra esistenza, in rapporto alla costante evoluzione tecnologica. Le Shamanistic Travel Equipment / Coats, di Sarah Ancelle Schönfeld, sono sorta di coperte rituali in pelli bovine con stampe di scenari futuribili, che richiamano le pratiche sciamaniche di viaggio tra regni. Al centro del video Evergeen di Sasha Litvintseva, il desiderio ossessivo dell’uomo di vivere per sempre in palese contrasto con l’inarrestabile ed irrimediabile sfruttamento del pianeta e del suo patrimonio naturale.
Il progetto “Sci-Fi episode #1: PRELUDE” si pone l’audace obiettivo di sdoganare e avvicinare al pubblico due realtà – l’arte contemporanea e la fantascienza – notoriamente oggetto di pregiudizi e luoghi comuni: la prima ritenuta espressione inaccessibile ed elitaria, l’altra genere di serie B. Come appare chiaro da titolo programmatico, questa partnership tra la milanese The Knack Studio e la mitica Cappella Underground di Trieste – avviata in occasione del 18° Trieste Science+Fiction Festival – è pensata come la prima di una serie di mostre che intendono invadere, letteralmente, la città anche nei prossimi anni e colonizzarne l’immaginario collettivo. (Giada Centazzo)
In home: Sci-Fi episode #1 PRELUDE, exhibition view, Mercato Coperto via Carducci, Trieste, Courtesy The Knack Studio
In alto: Sci-Fi episode #1 PRELUDE, exhibition view, Palazzo delle Poste, Trieste, 2018, 2018, Courtesy The Knack Studio

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