Le Istituzioni però, non solo non hanno mai accolto e protetto le opere, ma la magistratura, nel 1990, ha perfino condannato Presti per abusivismo edilizio, con tanto di ingiunzione di demolizione. Una grossa mobilitazione pubblica è riuscita dopo tre anni a ottenere la sanatoria. Manca ancora però una normativa che consenta l’accoglienza e la manutenzione da parte dello Stato di questo straordinario patrimonio: le opere, ad oggi, versano in un preoccupante stato di degrado. La lettera inviata da Presti nel 2001 al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi non ha smosso le acque, e la situazione resta stagnante. Ora, contro la “politica del rifiuto”, Antonio Presti, il 22 aprile 2005, sotto la grande Finestra sul Mare di Tano Festa, organizza un grande sit in con migliaia di studenti siciliani, artisti, critici e amici di Fiumara d’Arte. Per ribadire ancora una volta l’importanza di questo luogo e l’urgenza di una concreta attenzione istituzionale. (helga marsala)
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ma abbattetela..e basta
Forza! rivogliamo urbani ministro. Se quattro anni non son bastati almeno per atri 5+1. Ed è l'ora di smetterla di fare i disfattisti.