La prima pubblicazione, Mansilla+Tuñón: Architettura della sintesi di Camillo Botticini, illustra l’opera del giovane gruppo spagnolo, segnalatosi al pubblico già con la prima opera, il Museo di Zamora.
L’adesione al pensiero di Raphael Moneo, la ” chiarezza quasi didattica” delle loro scelte progettuali, il continuo dialogo fra architettura e luce sono alcuni fra i temi approfonditi dal testo. Botticini sottolinea la componente di sperimentazione di Mansilla+Tuñón come elemento distintivo del loro lavoro: ” L’architettura di M+T, nel variegato ed omogeneo panorama della “giovane” architettura spagnola, presenta caratteri di omogeneità ed appartenenza, tra sperimentalismo e legame ad una solida tradizione , (…) cosa che fa, come ha mostrato la recente biennale, della Spagna con l’Olanda il più importante laboratorio di ricerca sull’architettura in Europa.”
Shuei Endo, Paesaggi aleatori di Diego Caramma è la seconda uscita e affronta la poetica dell’architetto giapponese vincitore del premio AR+D Emerging Architecture 2000.
Di Endo vengono messi in luce la volontà di porre a dialogo la tradizione linguistica europea e quella nippone, la capacità di raggiungere una raffinata sintesi fra gli etimi del minimalismo e l’idioma espressionista, ancora l’interesse per un’architettura in movimento, in divenire, attiva propositrice di un messaggio improntato al concetto di dinamicità.
Scrive l’autore: “Il lavoro di Shuhei Endo sembra rispondere ad una filosofia di vita. Nel senso che appare la volontà di affermare le pressoché illimitate potenzialità di sviluppo e variazione di un individuo. Quindi anche dell’architettura, che deve rappresentare un inno al continuo rinnovarsi della vita stessa.” (francesca oddo)
[exibart]
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