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Archivi svelati, per scoprire Napoli com’era negli anni ’80 e ’90. Grazie agli scatti di Luciano Ferrara, in scena alla Galleria Bowinkel

di - 4 Aprile 2016
Una mostra, un omaggio a Lucio Amelio ma anche il primo di una serie di appuntamenti durante i quali approfondire e discutere gli anni d’oro di una Napoli contemporanea consacrata dall’obiettivo di Luciano Ferrara. L’intima esposizione curata da Carla Travierso e Paolo Bowinkel presso la galleria d’arte di via Calabritto, presenta uno spaccato degli anni ‘80 e ‘90, raccontandone i protagonisti attraverso gli archivi analogici del fotoreporter.
Beuys, Warhol, Basquiat, Tatafiore, Longobardi, Fermariello, raffigurati in una serie di ritratti, immergono il visitatore in una porzione di storia che, nelle parole di Ferrara, «bisogna tirare fuori e mostrare, perchĂ© gli archivi fotografici sono la cultura permanente di una cittĂ  e quindi la sua memoria». Tra gli scatti, rigorosamente in bianco e nero, Ăš possibile rivivere momenti inediti come l’incontro tra Lucio Amelio e Achille Bonito Oliva nella famosa piazzetta di Capri, ancora Amelio in compagnia di Jannis Kounellis, nel ritratto del 1982 al Palazzo Reale di Caserta, Graziella Lonardi durante il Premio Malaparte, Keith Haring all’opera, un divertito Joseph Beuys circondato da due donne al City Hall di piazza dei Martiri. Proprio Dino Luglio, proprietario dello storico locale jazz, ricorda la serata con queste parole: «Gli invitati, data l’importanza dell’evento, arrivarono da tutta Europa, dallo stilista Egon von Furstenberg all’erede della famiglia Rotshild. Remy Gelo, dell’antica gelateria napoletana della Torretta, per la serata, creĂČ una torta a forma del cappello di Beuys. C’era il jet set del cinema e dell’arte. Fu il momento massimo di gloria».
Una “Napoli come New York” all’apice della ricerca e della sperimentazione artistica, durante un periodo indiscutibilmente legato all’attività di collezionisti e galleristi del calibro di Pasquale Trisorio, il primo a portare a Napoli, negli anni ‘70, la fotografia di Helmut Newton.
Napoletani che hanno fortemente voluto una rivoluzione culturale, portando la città a confrontarsi con l’Europa e l’America. Ferrara restituisce alla sua terra la memoria di un tempo in cui la qualità creativa del Mezzogiorno permeava arte, cinema, teatro, musica e fotografia. Un invito ai cittadini a guardare il proprio passato con occhi diversi e a riflettere sulla propria storia, alla scoperta di aneddoti e momenti che solo la fotografia ha la capacità di svelare. (Tiziano Manna)

Sopra: Luciano Ferrara, Lucio Amelio e Achille Bonito Oliva a Capri
In home page: Luciano Ferrara, Keith Haring all’opera

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