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Non rivelo la sorpresa della notizia, tra l'altro una delle poche faccende discrete, nel senso di tranquille, del film.
Nel suo totale l'ho trovato un capolavoro, del trash ma nella sua accezione positiva, davvero gustoso e, oltre alla presenza della Barale un richiamo nel senso appena detto, il protagonista risulta davvero improbabile di suo sin dai primi momenti con delle successive ed esilaranti evoluzione nell'atteggiamento e rivelazione di carattere. Poi, le figure dei due galleristi quella berlinese e quello romano messe giù sublimi nelle loro macchiette, per non dire delle ambientazioni da intendersi cupe e torbide come la casa di Rubini un vero spettacolo. Nei titoli di coda un elenco infinito di opere per giocare a "l'avevo notatio io che c'era questo e pure quell'altro"