Quando pare ci si trovi proprio pienamente nell’occhio del ciclone della crisi economica globale, giunge il rutilante weekend fieristico newyorkese. Un appuntamento – anzi, una serie di appuntamenti – che sarà bene tenere attentamente d’occhio, per mettere alla prova la tenuta del mercato dell’arte proprio dove si è originato il momento critico – leggi subprime -, e per vedere se qualche segnale di tenuta, come la recente asta record per la collezione Yves Saint Laurent, non sia soltanto un isolato fuoco di paglia. Intanto l’
Armory Show, il main event della quattro-giorni, si presenta all’appuntamento con l’undicesima edizione con l’annunciato allargamento al Pier 92, che ospiterà la nuova sezione
The Armory Show – Modern, mentre il contemporaneo continuerà ad occupare lo storico Pier 94. È qui che si concentrano molte delle gallerie italiane presenti nella grande mela, da
Continua di San Gimignano alle milanesi
Raffaella Cortese,
Monica De Cardenas e
Massimo De Carlo, alle romane
Magazzino,
Monitor e
Lorcan O’Neill, alle napoletane
Raucci/Santamaria e
Lia Rumma. Scelgono invece di “testare” la nuova location la veronese
Studio la Città e
Giorgio Persano, da Torino. Ricco anche quest’anno il parterre di fiere collaterali, tutte con qualche presenza nostrana, in primis
Volta Show, che vede al via
1/9 Unosunove da Roma, le milanesi
Massimo Carasi – The Flat,
Riccardo Crespi e
Federico Luger e la globetrotter
Prometeogallery di Ida Pisani. Sceglie la ribalta di
Scope la galleria
Rubin di Milano, mentre sono ben tre ad accasarsi a
Pulse –
AMT Alberto Matteo Torri da Milano,
Bonelli da Mantova e
Perugi da Padova -, con
Franco Senesi Fine Art (Capri) che presenzia invece
Bridge.
Visualizza commenti
exibart, mi raccomando, tenete monitorati davvero gli avvenimenti di questi giorni. sono cruciali al 100%. non so come farete: se avete inviati o semplicemente corrispondenti, ad ogni maniera, farebbe piacere una serie di speed news sul sentiment di questi giorni nella grande mela.