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Arte e Oltraggio: se la street art irride il mercato. Note a margine sul tema, partendo da un manifesto affisso a Roma, a due passi da piazza Barberini

di - 12 Febbraio 2017
Gallerie, musei, esposizioni che tentano di tastare il polso allo stato dell’arte, a volte non hanno la stessa potenza comunicativa di una sola immagine vista per strada che, in modo misterioso ma preciso, fa il “quadro” della situazione del mercato dell’arte. È quello che si può dire di un manifesto recentemente comparso in una strada centrale di Roma, in via di San Basilio, a due passi da piazza Barberini. Molto difficile notare l’immagine a un primo sguardo, dato il continuo viavai di persone e l’intenso traffico; eppure, c’è qualcosa di diverso che  riesce a richiamare l’attenzione.
Il disegno è semplice, in bianco e nero, ed è affisso su uno degli spazi predisposti per i cartelloni pubblicitari, che fa da cornice all’immagine come a un quadro: al centro della scena, un personaggio grottesco, lascivamente adagiato su un lettino dello psicanalista dietro al quale campeggia la scritta “Es”, composta da sigarette fumanti, insieme al vessillo lacero dove si legge “Art Market”. L’uomo sul lettino è nudo, all’infuori della cravatta, di un colletto pieno di banconote e delle scarpe eleganti. È circondato da una miriade di fogli volanti, staccati da un album di figurine Panini dal titolo “Street artist” e sottoposti a un inequivocabile getto d’aria proveniente dalle parti basse dell’uomo. Chi sarebbe questo losco figuro? Qual è il mondo raffigurato in quest’opera sui generis, così dissonante rispetto all’ambiente distinto e formale delle vie del centro della Capitale?
L’autore o gli autori, che non si firmano, sembrano rivolgere una critica al mercato dell’arte, dove i collezionisti, rappresentati dal protagonista del manifesto, tratterebbero le opere come figurine Panini, raccogliendole o gettandole via a seconda delle proprie pulsioni, proprio come l’Es freudiano che viene citato nel disegno. I nomi e le opere degli artisti sulle figurine, tra cui distinguiamo Blu e Claude Monet, si confondono con le banconote, come pezzi di carta da collezionare e catalogare. Sotto il lettino del mercante d’arte è già pronta la scatola con la “Nuova serie 2017”, mentre in un cassetto adiacente strabordano i doppioni e in un angolo giace il catalogo completo delle “Gallerie italiane”. Potrebbe, tuttavia, trattarsi anche di un’affermazione della nuova arte, della street art, contro l’arte tradizionale, uguale e stantìa, destinata ad andare in fumo e distruggersi, come simboleggiato dalla bandiera strappata, con la scritta “Art Market”, e dalle sigarette arrotolate nella cravatta dell’avido magnate.
Ma non è finita qui: la grande vignetta dall’intento satirico nasconde un doppio fondo. Dietro il manifesto si intravede un’altra grande illustrazione, un’immagine su sfondo rosso, probabile prosieguo di una serie di opere di contestazione oppure vera e propria opera d’arte o semplice affissione stratificata. Ciò che conta è che l’arte è ancora in movimento, in grado di sollevare critiche allo status quo, capace di sollevarsi dall’omologazione di se stessa, facendosi oltraggio, come nel titolo di un meraviglioso carteggio tra tre scrittori: Henry Miller, Lawrence Durrell e Alfred Pèrles, “Arte e oltraggio”. Essere oltraggio, per poi tornare Arte: nuova e fuori da ogni schema del mercato. (Annamaria Serinelli)

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