Piazza non certo facile per l’arte contemporanea, Firenze ha ospitato per la quarta volta la rassegna fieristica
Artour-O, singolare rassegna ideata da Tiziana Leopizzi. La prima novità da segnalare è la partecipazione di alcune gallerie straniere, anche grazie alla precedente tappa dello stesso Artour-O, volato qualche tempo fa a Shanghai. L’offerta complessiva della trentina di gallerie era senz’altro composita da ogni punto di vista, dalla tipologia di artisti proposti alla quotazione delle opere in vendita. Una varietà a tratti disorientante, ma che pare difficilmente aggirabile mantenendo la formula attuale, ossia la scelta dell’hotel come location e di città meno “devote” al contemporaneo come contesto più allargato. D’altro canto, il progetto vive di una palpabile passione che, nelle prossime occasioni, dovrà inevitabilmente fare i conti con virtù e vizi di esperienze in via di consolidamento. Se vanno almeno segnalate le pitture di
Zhang Hai Ying (
Fresh Paint Art Project, Beijing) e di
Andrea Di Marco (
GiaMaArt Studio, Vitulano), nonché lo splendido
Isgrò portato da
Il Vicolo di Genova e la stanza della napoletana
NotGallery (senza dubbio la migliore), una nota di merito spetta indubbiamente anche al progetto della Fondazione Marenostrum sull’isola Palmaria. Progetto che ha portato in una stanza del Grand Hotel Minerva alcuni giovani assai promettenti, in particolare
Giovanni Fiamminghi, con una monumentale
Assunzione dalla vocazione street, e
Giorgio Tentolini, che ha presentato raffinati e candidi collage. (
m.e.g.)
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