ArtVerona/7. Le “contro-icone” della fiera, ovvero tre installazioni da non perdere
Alla milanese ViaSaterna (sezione Raw Zone) c’è invece un’altra installazione che in questi giorni ha destato parecchia curiosità: è la altissima postazione di Oli Bonzanigo (1989, vive tra Milano, Palermo e Marrakech) a cui si accede tramite una scala, per potersi sedere su una vecchia poltrona Olivetti. Il titolo è O·rien·ta·mén·to, e una volta arrivati in cima potrete ascoltare anche l’audio di un respiro. È quello dell’artista, ma potrebbe essere anche il vostro. Dopo la scalata, dopo l’angoscia della vertigine, dopo esservi orientati dove non sapete…installata anche nel cortile di un liceo palermitano in occasione di Manifesta, Orientamento qui funzionava – con la luce del giorno – anche come una meridiana.
La terza installazione, commovente nella sua nitidezza e rigore formale, è presentata dalla galleria Beatrice Burati Anderson: l’artista è Giovanni Rizzoli, l’opera si intitola Venezia. È stata realizzata con marmo rosso di Verona, una stoffa damascata alta 3 metri, e acqua. Immaginatevi una piccola gondola a terra, che non galleggia ma raccoglie nel suo incavo un po’ di laguna. Quella stessa laguna che corrode pareti e marmi e stucchi e ricchezze, non lasciando spazio all’eternità. Da contemplare.
In alto: Oli Bonzanigo, O·rien·ta·mén·to, 2018, installazione (ferro verniciato e seduta originale Olivetti), cm 485x240x210 circa, courtesy Viasaterna, ph. credits Neroshootings
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