Sarà ricordato come l’anno della metamorfosi, questo 2006, per la Fiac – Foire internationale d’art contemporain – che inaugura a Parigi la sua edizione numero trentatre. La fiera lascia infatti la location di Porte de Versailles e piomba come un asteroide impazzito nel centro della metropoli transalpina, in due templi dell’arte come il Louvre e il ritrovato Grand Palais. Con spazi all’aperto lungo i jardin des Tuileries. Affascinante novità, tutta da verificare quanto a risultati nel gradimento di espositori e visitatori, visti i 35 minuti di cammino che saparano le due sedi. Certo la suggestione non manca, specie nel tendone trasparente di 5mila metri quadrati che invade la Cour Carrée du Louvre, attaccata alla famosa piramide di Pei. Questa la novità più clamorosa servita dal commissario generale Martin Béthenod e dalla direttrice Jennifer Flay, questo lo sfondo per gli stand delle 168 gallerie, selezionate su un totale di 450 candidati (25% in più dello scorso anno). Immancabili i fedelissimi – da Waddington a Karsten Greve, a Chantal Crousel -, importanti ritorni – come Jan Krugier, Marian Goodman, Gmurzynska -, conferme dopo il debutto del 2005 – da Annely Juda a Eva Presenhuber, ad Hauser & Wirth -, grandi al debutto assoluto, da Sadie Coles al nostro Massimo de Carlo. Fra le altre italiane confermano la partecipazione dallo scorso anno Artiaco, Continua, Tornabuoni, De Cardenas, Enrico Fornello, Noire, Perugi, a cui si aggiungono Arte Studio Invernizzi, Lia Rumma, Studio La Città e Tucci Russo. Defezioni invece per B&D, Christian Stein, Poggiali e Forconi, Rizziero, Cardi, Fumagalli. Molte come sempre le sezioni collaterali, fra le quali da non perdere le sculture all’aperto sui gierdini delle Tuileries, con opere di Atelier Van Lieshout, Alain Bublex, Tony Cragg, Gerard Deschamps, Subodh Gupta, Lotta Hannerz, Kristof Kintera, Bertrand Lavier, Richard Long, David Mach, Jean-Michel Othoniel, Bruno Peinado, Wilfredo Prieto, Frank Scurti, Franz West. Da non perdere poi le immancabili fiere collaterali, tutte nelle stesse date, da Show Off (nello spazio Pierre Cardin in Place de la Concorde, 28 gallerie fra cui le italiane Gagliardi Art System, Bonelli e Massimo Carasi/The Flat) all’ultima nata, Slick, scelta dalla milanese b&d, fino alla fiera di nicchia dedicata al video, Diva, che presenta fra l’altro una selezione di Antonio Arevalo di artisti sudamericani e un Tribute to Matthew Barney, grazie alla Gladstone Gallery di New York.
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