Una predilezione per la pittura, apertura alle collaborazioni (con enti pubblici ma anche con altre gallerie), intensa attività relazionale, soprattutto un occhio sempre attento al mercato: questi alcuni degli ingredienti del successo della galleria che, con una buona dose di autoironia, trasgredisce in questa occasione a tutte le regole dell’allestimento minimale e trasforma lo spazio in una specie di wunderkammern o sarebbe meglio dire, vista la vocazione per l’arte africana, in un vero e proprio bazar. Affollamento di opere, con una promessa: prezzi interessanti.
Un’atmosfera da saldi dunque, in realtà una sorta di antipasto, nel segno della continuità, per l’evento atteso per la prossima stagione, l’inaugurazione di un nuovo spazio in via Marchetti, che i beninformati promettono sorprendente per estensione e bellezza. Si rinnova dunque la fedeltà di Raffaelli alla città di Trento, anche se per i collezionisti è già da tempo disponibile l’avamposto dell’ufficio milanese. (alfredo sigolo)
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