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Biblioteca degli Alberi. A Milano, un modello di sviluppo per l’architettura green del futuro

di - 29 Ottobre 2018
A Milano è stata inaugurata la nuova Biblioteca degli Alberi, 95mila metri quadrati di giardino botanico con una varietà straordinaria di piante – 135mila, di più di cento specie diverse – e quasi 500 alberi, con 22 foreste circolari tematiche, oltre ad aree per lo sport, giochi per bambini, orti, sentieri per runner e bici. Si tratta di un altro polmone verde per l’urbe lombarda, atteso da più 14 anni e incastonato tra via Melchiorre Gioia, l’Isola e piazza Gae Aulenti, all’ombra della Torre Pelli e del Bosco Verticale, modello residenziale sostenibile, ideato per la riforestazione metropolitana dallo studio Boeri. La Biblioteca degli Alberi è l’ultimo tassello di un programma di riqualificazione dell’area Varesine-Garibaldi e, già nel nome scelto, il messaggio è chiaro: tutela, conservazione e rigenerazione dell’ambiente e della biodiversità urbana.
Questo nuovo spazio pubblico senza recinzioni, aperto di notte e giorno, come il Bryant Park e l’High Line di New York, è stato progettato dall’architetto olandese Petra Blaisse dello studio Inside Outside ed è simile a quello di Minneapolis, altro parco da lei ideato. Il maxi parco è gestito dai privati Coima e Fondazione Catella, l’artefice dell’ampio progetto di sviluppo di Porta Nuova, che provvederà anche alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Questo cuore verde della city è il punto di snodo pedonale che collega Piazza Gae Aulenti al quartiere dell’Isola, fino al giardino per i bambini di via de Castillia. Inoltre, l’assenza di recinzioni consente una continuità degli spazi pedonali fra la sede della Regione Lombardia, piazza della Repubblica e piazza XXV Aprile, è l’area chiusa al traffico veicolare più grande di Milano, con 170mila metri quadri e cinque chilometri di ciclabili. La sicurezza del parco sarà garantita da telecamere e due vigilantes ma si punta sull’impegno e sulla responsabilità dei cittadini e degli abitanti del quartiere per mantenere la res publica così com’è.
Dunque, un free space inclusivo dove si svolgeranno eventi tutto il giorno, tra visite guidate, letture pubbliche e percorsi didattici, il tutto tra foreste, orti e disegni artistici del verde, comprese aree per bambini e per cani, un chiostro per la ristorazione e un padiglione leggero e temporaneo, per coordinare future iniziative artistiche e culturali, che saranno dirette da Francesca Colombo che già prevede letture, workshop, performance e altre attività ideate per valorizzare il patrimonio naturalistico.
Per una città più vivibile, all’insegna del rispetto ambientale. (Jacqueline Ceresoli)

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