Le conversazioni avranno come tema i criteri della prossima Biennale Arti Visive, in un momento in cui non mancano polemiche sui nomi scelti per la mostra e in cui, più in generale, ferve il dibattito su che cosa significhi creare un’esposizione capace di rimanere nella storia, possibilmente di “fare storia” e non soltanto attrarre pubblico e stampa. A parlarne è Robert Storr in persona, direttore della 52° Biennale di Venezia, protagonista di una serie di tre incontri aperti al pubblico presso la Facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav. Già professore di Arte Moderna alla New York University, Storr – il primo americano a dirigere la kermesse lagunare – dallo scorso febbraio è preside della Yale School of Arts. È inoltre consulente del Philadelphia Museum of Arts, ed è stato lungamente Senior Curator al MoMA di New York e ha organizzato mostre, tra l’altro, di grandi nomi quali Gehrard Richter, Tony Smith, Max Beckman. Ha scritto saggi su Philip Guston, Chuck Close, Louise Bourgeois.
articoli correlati
Su il sipario. Presentata ufficialmente a Roma la Biennale arte 2007
Biennale di Venezia, tutte le partecipazioni nazionali
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…
Al Piccolo Teatro di Milano, Łukasz Twarkowski porta in scena Oracle, uno spettacolo visionario, che parte dalla biografia di Alan…
Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…
Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…