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Bologna, almeno nascono nuove riviste. Ecco Art Journal

di - 17 Dicembre 2003

Un bimestrale d’arte a carattere prevalentemente regionale è nato a Bologna: Art Journal si occupa di arte moderna e contemporanea soprattutto, concentrandosi sulla (disastrata) realtà emiliano-romagnola, con un occhio di riguardo per il capoluogo. La copertina di questo primo numero è dedicata a Guido Galeotti (Bologna 1918); fra i focus, la mostra di Degas a Ferrara e il museo di Ca’ La Ghironda.
L’augurio sincero è che il direttore Alessio Boschi e la sua redazione possano contribuire a rilanciare l’arte in quelle lande, che da troppo tempo sembrano sopite. E dire che c’è ancora chi si ricorda di Andrea Pazienza e di un altro Dams… (marco enrico giacomelli)


Art Journal n. 01, novembre-dicembre 2003
Bologna, euro 1,90
Redazione: Via De Marchi 19/b – 40123 Bologna; tel/fax 051-3393431; artjournal@libero.it


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  • Invece il commento è preciso e rispecchia esattamente la realtà bolognese. Che cosa si fa per l'arte contemporanea a Bologna, quali spazi, quali gallerie presentano il lavoro di artisti giovani noti o meno noti, emergenti o meno? C'è il quasi nulla...e non mettete in mezzo per favore il mercatone di arte fiera o le tante belle gallerie che vi possono riempire di grandi autori del novecento o di artisti di fama per i quali bisogna spendere dai 5000 euro in su. Non è questo credo di cui abbiamo bisogno, perciò credo che la breve presentazione della rivista rispecchi proprio l'emarginazione attuale di Bologna, anche se non appena si dice qualcosa di negativo su questa città che vorrebbe essere all'avanguardia ci sono levate di scudi che non servono a nessuno

  • il commento di sigolo puù essere facilmente applicato a molte regioni d'Italia: cosa succede agli artisti del sud? devono andare a milano, così come quelli del nord est. trovo la logica davvero lapalissiana. anche da roma bisogna spostarsi a milano, così come i curatori. vedi il caso del macro che oltre eccher ha preso un curatore formatosi a milano; così come il magazzino che ha lavorato per diverse mostre con cloe piccoli; sales che fa solo artisti di de carlo... e la lista continua...

  • Che tristezza dal gusto retrò...a l'emila romagna manca solo il collezzionismo, ma all'articolo e al suo giornalista manca qualsisi entusiasmo e vitalità!Voto 0.

  • io credo che nessuno possa mettere in discussione il fatto che bologna abbia da sempre proposto artisti di qualità (né credo fosse nell'intenzione di chi ha scritto dubitare di questo). Altrettanto certo è che proprio quella città non riesce a sostenere né ad allevare i suoi talenti, sia nel pubblico (a cominciare dalla gam) che nel privato (gallerie private). Ad un artista emergente si prospetta una sola strada se vuole crescere: andarsene il più in fretta possibile per non restare invischiato in un ambiente chiuso e scarsamente qualificante. E, a dirla tutta, lo stesso accade per i giovani curatori.

  • sembrerebbe che l'unica cosa che sta a cuore a chi scrive sia solo quella di screditare la situazione artistica della regione, piuttosto che parlare del taglio editoriale della rivista. ma ne vale la pena? mi pare poi che in questi ultimi anni l'ambiente emiliano romagnolo abbia prodotto invece artisti molto interessanti, molti dei quali sono stati intervistati proprio dalla vostra redazione.

  • Quello che si dice è in parte e vero e in parte no. Diciamo che gli uomini dal punto di vista artistico sono sempre stati fortunati, le donne meno. Ma non ci si può fare niente è sempre stato così dal punto di vista artistico.
    Il pubblicare sul giornale mostre di grandi o piccoli artisti è tutta una questione economica. Il mondo ruota sull'economia, il sesso. Sei un'artista se sei definito tale da una commissione, se studi è meglio perchè te ne intendi molto di più che uno qualunque che incomicia a imbrattare i muri di casa sua e finisce per imbrattare quelli dei portici della nostra città.

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