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Bonus cultura esteso ai diciannovenni ma per Alberto Bonisoli una rimodulazione è necessaria

di - 13 Luglio 2018
Arriva l’ufficialità, il Bonus Cultura non è a rischio. Dopo la querelle sorta in seguito alle dichiarazioni del Ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, poi chiarite, adesso la misura potrebbe diventare strutturale, almeno da quanto è emerso dalla discussione al Senato. È stato lo stesso Bonisoli, rispondendo a Palazzo Madama all’interrogazione dei senatori del Pd Simona Flavia Malpezzi e Roberto Rampi, a illustrare le linee guida del suo dicastero e a specificare come sarà sviluppato il premio di 500 euro, introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 e riservato a tutti i diciottenni, per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche oppure per libri, ingressi a musei, mostre e monumenti.
Per decreto, il bonus è già in bilancio per il 2018 e 2019 ma la novità è che dal 2020 sarà esteso anche ai 19enni. Non si tratta però di un dietrofront rispetto alle prime dichiarazioni, «Rimangono le perplessità riguardo al bonus cultura. Non ha nulla di strutturale. Non prevede alcuna misura premiale, né tiene conto delle diverse situazioni economiche delle famiglie», ha specificato Bonisoli. Un cambiamento dunque è necessario, anzi, per dirla meglio, visto che le parole pesano, una rimodulazione.
«Il Bonus cultura verrà rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine tali da stimolare la ricerca di cultura fra i giovani, non solo i diciottenni, ed evitare le distorsioni verificatesi nel passato. Alla predisposizione delle necessarie modifiche provvederà un’apposita commissione di esperti che, partendo dall’analisi di come i fondi sono stati utilizzati e dopo aver recepito le esigenze di tutte le persone e io soggetti coinvolte, individuerà i correttivi indispensabili, per assicurare al bonus cultura un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura tra i giovani», ha spiegato Bonisoli. Che ha poi sottolineato anche i risultati ottenuti finora, grazie all’operazione 18app: il 65% dei soldi sono stati spesi dai diciottenni per acquistare libri, il 12% per cd e musica, il 10% per concerti, il resto per teatro, danza e altre attività.

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