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Caravaggio, Hopper, Cima… È l’arte la “manovra economica” 2010!

di - 15 Giugno 2010

582.577 visitatori. Che – facendo quattro conti da “casalinga di Voghera” – con un biglietto a 10 euro fanno già quasi sei milioni di euro. Aggiungendo proventi da vendita cataloghi, gadget, caffetteria e altro, si arriva certamente intorno ai 10 milioni. Considerando costi stimati sui 2 milioni, investimento quintuplicato! E senza contare l’enorme indotto per la città, e per tutto il paese.
È la concomitante chiusura di alcune grandi mostre d’arte italiane a sollecitare queste considerazioni, già più volte abbozzate: se gestiti con professionalità ed efficienza, i grandi eventi possono affiancare alla indiscussa – e prioritaria – valenza culturale, concreti riscontri economici. Come la mega-mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, che ha quindi sfiorato i 600mila visitatori, andando a piazzarsi al terzo posto nella graduatoria italiana di tutti i tempi, dopo i Faraoni a Palazzo Grassi nel 2003 (619.478) e Van Gogh, sempre nel 2003, alla casa dei carraresi a Treviso (602.415).
Meglio fece Mantegna nel 2006-2007 con quasi un milione di persone (962.341) divise però in tre sedi espositive, ed anche alcune mostre allestite al Colosseo – il top nel 2003 per Nike-Il gioco e la vittoria, che ebbe 1 milione e mezzo di visitatori -, dove però bisogna tenere conto del biglietto unico che permette nel contempo di visitare il monumento più famoso del mondo, il Palatino e i Fori.
Grandi numeri anche per la doppia mostra di Edward Hopper, che nelle due sedi di Milano e Roma ha totalizzato un ragguardevole complessivo di 408.469 presenze, record per una mostra di arte del Novecento, con un significativo 25% dei visitatori provenienti dall’estero. E, fatte le dovute proporzioni, diventa notevolissimo anche il dato di 100mila visitatori raggiunto durante il fine settimana scorso da una mostra di nicchia come quella dedicata a Cima da Conegliano nella sua città natale…

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