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C’è energia a Livorno! E un nuovo spazio chiamato Fuel Art Gallery. Che apre proprio davanti ad una raffineria

di - 12 Marzo 2013
Aprirà le porte in via Aurelia 88, e per chi conosce Livorno sa di che zona stiamo parlando. È a nord della città, e più precisamente davanti alla raffineria Eni. Un posto certamente insolito per l’arte, eppure la vera novità è che nascerà qui Fuel Art Gallery, opening il prossimo 24 marzo, con una collettiva chiamata Energia (E=MC²). «Uno spazio per l’arte contemporanea coraggioso, nato in un pezzo di città industriale fonte di inquinamento, ma anche di lavoro ed energia» si legge tra le righe che accompagnano il lancio di questa nuova impresa, che ci tiene a rimarcare non solo un movimento in grado di creare potenza, ma anche una commistione di generi che vuole esplodere nel nuovo ambiente e, in senso lato, nel contesto geografico.
Gli artisti chiamati ad inaugurare la nuova vita del contemporaneo toscano, ideata da Serafino Fasulo, presidente dell’omonima associazione Fuel Art e Cristina Olivieri, direttore artistico dello spazio, sono circa una decina e spaziano per generi, carriere e provenienza: anche qui una bella miscela per rimarcare che tutto si va cercando tranne che il piattume di qualcosa di consolidato, o “fossile”, per restare in tema di carburanti. Ma cosa si vedrà più precisamente in questa nuova, prima puntata? Le creature anomale e vicine all’immaginario delle leggende del duo Anonymous Art, le fotografie di Massimo Attardi, trevigiano di casa all’ex Pastificio Cerere; Elisa Cella, finalista nel 2007 del Premio Celeste, che indaga fascinazioni di fronte al sottile confine fra vita e non vita, verso la bellezza della scienza e nel mistero dell’apertura di nuovi orizzonti; ci sarà poi la giovane Irene Lupi, già esposta da EX3 a Firenze e a Casa Masaccio, sotto la curatela di  Pier Luigi Tazzi, e poi Max Mazzoli, livornese classe 1953 attratto dall’infinità delle immagini offerte dalla televisione, e Giovanni Manunta Pastorello con la sua ricerca pittorica, mentre Robert Pettena, nato in Gran Bretagna e adottato da Firenze, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, sarà in scena con la sua ricerca incentrata sul rapporto tra immagine video e ambiente. Infine Silvia Serenari, sospesa tra video e fotografie digitali, mantenendo atmosfere legate alla sacralità sia della cultura occidentale che di quella orientale. Insomma, di energia ce n’è tanta. Quanto basta per creare un’esplosione, utile forse per verificare il futuro.

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