Longchamp prosegue il proprio dialogo con il mondo del design presentando una nuova collaborazione con Patrick Jouin nell’ambito della Milano Design Week 2026, occasione che si conferma importante vetrina internazionale ma anche spazio di verifica per pratiche che si collocano tra diversi linguaggi e modalità . Il progetto prosegue infatti la traiettoria già avviata negli ultimi anni dalla Maison francese, orientata a esplorare il territorio dell’arredo e della creazione contemporanea attraverso incontri con designer e studi internazionali, come Studio Högl Borowski e Pierre Renart.
E così, il flagship store di via della Spiga accoglie un’installazione pop-up che restituisce una visione condivisa tra il savoir-faire artigianale di Longchamp e l’approccio progettuale di Jouin, designer nato a Nantes, classe 1967, che si distingue per la volontà di reinventare la cultura industriale. Come sottolineato dalla direttrice creativa Sophie Delafontaine, si tratta di progetti che permettono alla Maison di sostenere la creatività e attivare nuove forme di espressione, senza necessariamente tradursi in una produzione seriale.
La collaborazione è nata con l’obiettivo di arricchire la collezione di arredi della boutique milanese ma si è poi sviluppata in un dialogo più ampio: da un lato, la competenza della Maison nella lavorazione della pelle, dall’altro, la ricerca di Jouin su forma, funzione e materiali. Il risultato è una serie di oggetti che mantengono una profonda cifra autoriale e si aprono a una rilettura coerente con l’universo Longchamp.
Tra questi, i tavolini DROP, parte della collezione Patrick Jouin Édition, vengono reinterpretati attraverso l’introduzione delle tonalità distintive della Maison – Light Green e Heritage Green – applicate su superfici smaltate colate a mano. Un gesto che richiama direttamente la pratica dell’acquerello, centrale nel processo creativo del designer, con il colore che si deposita in modo fluido e imprevedibile sulle superfici. Accanto a questi, la poltrona OLO integra dettagli in pelle con bordi tinti, sottolineando il lavoro di precisione sulle finiture e l’attenzione al dettaglio.
Se questi interventi agiscono per variazione su oggetti già esistenti, il nucleo più specifico della collaborazione si concentra su un nuovo progetto: una lampada portatile sviluppata congiuntamente. Realizzata in pelle full-grain micro-perforata e innestata su una base in rovere, la lampada traduce in forma oggettuale alcuni elementi iconici di Longchamp, a partire dai bottoni a pressione della linea Le Pliage. Il dispositivo è modulabile, ricaricabile e dotato di sistema LED. Prodotta in edizione limitata di dieci esemplari, la lampada rappresenta il punto di convergenza tra l’idea di un design essenziale e duraturo e la valorizzazione della materia come elemento narrativo. Non è un caso che Jouin insista su materiali definiti “onesti” – pelle, acciaio, legno – capaci di invecchiare e trasformarsi nel tempo, mentre Longchamp ribadisce la sua identità fondata su sostenibilità e qualità produttiva.
Nel confronto tra Longchamp e Patrick Jouin, il progetto si definisce come un equilibrio tra rigore e sensibilità , tra precisione tecnica e apertura all’imprevisto, restituendo oggetti ambiscono a costruire una relazione con chi li attraversa nella quotidianità .
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