Si avvicina l’estate? E la pescheria intensifica le attività. Anzi, la Pescheria, ovvero il Centro Arti Visive di Pesaro, che mette sul piatto un’accoppiata di iniziative utili a mantenere desto l’interesse in un’area – quella marchigiana – vivace ma comunque ancora lontana dai giri che contano nel contemporaneo.
Come la prima edizione del
Premio Pescheria, rivolto agli allievi delle cattedre di Pittura, Decorazione e Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, che inaugurerà il prossimo 29 maggio la mostra delle opere selezionate dalla giuria composta da Andrea Bruciati, Ludovico Pratesi e Letizia Ragaglia. Il premio, che nasce “
con lo scopo di valorizzare e promuovere gli artisti emergenti presenti nel territorio marchigiano”, consiste nella pubblicazione di un catalogo monografico dedicato al vincitore e pubblicato da Silvana Editoriale.
Ad arricchire la programmazione c’è poi la ripresa dei cicli di
conferenze sull’arte contemporanea, con un programma dedicato al collezionismo. Per illustrare le principali tipologie Ludovico Pratesi ha invitato tre professionalità specifiche, che illustreranno il collezionismo aziendale o corporate, gli acquisti dei musei e delle fondazioni private. L’11 maggio interverrà Walter Guadagnini, curatore della Collezione d’Arte Contemporanea di Unicredit, per il collezionismo corporate. Il 18 maggio sarà la volta di Silvia Ferrari, curatrice della Galleria Civica di Modena, per il collezionismo nei Musei. Il 25 maggio parlerà Marina Dacci, curatrice della Collezione Maramotti, per il collezionismo aziendale.
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Come mai la Pescheria spesso rimane chiusa anche negli orari indicati di apertura? A livello gallerie quasi il nulla. In giro qualche iniziativa accatta soldi di bassissimo livello.
Per favore Pratesi e Bruciati ..........
Ma veramente non vi siete stufati di gente di serie B ;sottobosco culturale che solo la politica fasulla italiana ancora continua ad appoggiare!,
Ditemi una mostra internazionali che i due intellettuali hanno mai curato ?
Ditemi con quale diritto le due riserve in questioni devono selezionare giovani artisti: mi spiego meglio ;come si fa a far giudicare giovani artisti che usano linguaggi nuovi da giudici che rappresentano una visione critica Anacronistica che andava di moda 30 anni fa.....anche in questo caso; Achille Bonita Oliva, e poi Angela Vettese piuttosto che Massimiliano Gioni o Bonami hanno già fatto e dato il meglio il resto è copia e incolla , dalla seria A ormai storica non avendo idee nuove si Copia Incolla e il gioco è fatto:
seria A ,serie B , serie C basta un semplice Clic.
Vedere il resto del mondo !
è interessante invece spiagare ai ragazzi che i due in questioni hanno come unica speranza di esistere un direttore di Accademia (di serie C) che non ha meglio da fare e dare che un misero futuro di serie B o C.
Buon lavoro e inbocca al lupo .... viva l'italia.
Caro Luca Rossi, concordo con le sue considerazioni ma le chiedo se il problema non riguardi l'enfasi con cui tali notizie vengono date, quasi si trattasse di eventi inediti o speciali.
Si può fare un buon campionato di serie B, per continuare la sua metafora calcistica, esprimere un buon calcio, far divertire gli appassionati senza essere Mourinho e senza poter schierare Eto'o e compagni!
Bisognerebbe lavorare sull'Ego presuntuoso di molti curatori così come sulle aspirazioni di molti giovani artisti. Un po' di senso di realtà non guasterebbe. Buon lavoro.
la differenza tra Pratesi e Schifano è che il secondo almeno al Brennero ci arrivava, il primo si ferma alla linea Gotica con le sue vecchiette
Ma veramente non sono troppo d'accordo con il mio omonimo. E' molto più vero il discorso sull'eccessiva enfasi. Per il resto mi chiedo chi ci sarebbe di meglio rispetto pratesi bruciati e compagni...poi il "meglio" cosa significa? E non ha senso parlarne prescindendo da una riflessione sul linguaggio.
Veramente Schifano poteva essere una vera star internazionale, se avesse accettato le richieste di Ileana Sonnabend: fare sempre e solo lo stesso quadro senza nessuna evoluzione; un grave errore strategico, forse, per chi non pensa a creare ma a diventare solo una piccola, effimera, vacua starlet in un piccolissimo firmamento, ma importante scelta di libertà costruttiva, di trasformazione e di creazione. L'arte contemporanea ci dà sempre lezioncine di politically correct, ma in realtà non ama gli artisti liberi e che scelgono di contraddirsi, di mutare, di tramontare e di risorgere; questo dovrebbe farci riflettere (e molto) sulle ovvie conseguenze di una situazione del genere, che ha portato a questo linguaggio stanco, obsoleto e per ora senza apparenti possibilità di vero rinnovamento...ci sapremo rinnovare? Ah, saperlo, saperlo...
Non siate cattivi. A Pesaro vengono investiti pochi soldi per una struttura del genere. Fanno quello che possono, e cercano di farlo nel miglior modo possibile. I ragazzi che scelgono l'accademia di Urbino purtroppo o per fortuna hanno poche iniziative per confrontarsi con quello che c'è fuori dalle aule. Quindi ben vengano iniziative del genere.
Sono d'accordo, un altro Luca Rossi troppo crudele ha commentato prima. Fiducia a pratesi e bruciati, ma che non si creino alibi per tenere un profilo basso, si può fare molto con poco.
Bravi;
finalmente qualcuno che pensa alla nuova generazione;
personalmente non sono per le classifiche; è interessante ( forse !) fare sempre il confronto con la propria esperienza personale.
Ho frequentato l'accademia di belle arti dell'Aquila dove tolte alcune eccezioni eccezionali ( Teresa Macrì, Fabio Mauri, Massimo Carbone,Cecilia Casorati,Franco Speroni,Gallucci,Sconci,Lea Mattarella , ) e una memoria fantastica a cui non ho avuto anagraficamente la possibilità di partecipare ( in effetti la struttura nasce negli anni 60 come centro di sperimentazione distaccato di Roma ) dove hanno insegnato personaggi come Carmelo Bene, Castellani, Tullio Catalano, lo stesso Mauri, Ceroli, Marotta, Achille Bonito Oliva ecc, da alcuni anni a questa parte da quando si è insediato Eugenio Carlo Magno buio totale; sentite questa: la moglie di un professore che non ha mai ne visto ne mai lavorato nel mondo dell'arte ha il proprio corso, oppure un insegnante di Anatomia che non ha mai lavorato da professionista nel mondo dell'arte, mai avuto una galleria , mai conosciuto il sistema dell'arte insegna -sentite sentite- " sistema dell'arte contemporaneo , ma potrei citare altre mille esempi. La cosa che mi dispiace è che la gente di quel posto è fantastica , le potenzialità ci sono tutte ma purtroppo la realtà dei fatti è che non c'è una progettazione o sinergia fra la formazione e l'azione stessa nel campo dell'arte , Milano ha fatto scuola ( è inutile elencare in modo scontato i Cattelan,Vanessa Beecroft e i tanti altri ) quindi bravissimo Umberto Palestini, bravissimi Pratesi e Bruciati che hanno dato questa possibilità alla nuova generazione; poi il tempo dirà , basta con le verità universali ; pensiamo tutti a fare bene e poi comunque è il tempo che scandisce il tutto ; quanti artisti,curatori, galleristi, collezionisti, giornali hanno avuto verità e poi è successo il contrario di tutto, facciamola morire questa Arte e aspettiamo la sua rinascita prima di dire questo si questo no ...la storia insegna ...
Il mio puntualizzare sull'accademia di L'Aquila è un atto di amore verso la mia regione e il futuro della nuova generazione che la dovrà rappresentare .
In bocca al lupo a tutti i giovani artisti delle accademia che possono sempre trovare le condizioni giuste per poter fare del proprio sogno il proprio lavoro,
StampOne