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Chi ha rubato la Gioconda? A Torino due appuntamenti con Leonardo, si inizia domani con i grandi furti dell’arte

di - 21 Maggio 2015
L’Autoritratto di Leonardo Da Vinci, realizzato intorno al 1513, sarà al centro di due appuntamenti originali per scoprire la figura del Genio toscano.
Il primo incontro, intitolato “I predatori dell’arte perduta”, si terrà domani alla presenza del capitano del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino, Guido Barbieri, in dialogo con il blogger e giornalista Gabriele Ferraris. Durante la conferenza i due racconteranno il rapporto tra mondo dell’arte e illegalità, analizzando in particolare come ladri e falsari abbiano nel tempo minato la sicurezza dei grandi capolavori. A partire dal furto de La Gioconda nel 1911, prelevata nientemeno che dal Louvre nella notte tra il 20 e il 21 agosto, una storia che all’epoca tenne tutti con il fiato sospeso. Allora i sospetti caddero prima sul poeta Apollinaire, che aveva dichiarato di voler far posto all’arte nuova, e poi perfino su Picasso. In realtà il colpevole era Vincenzo Perruggia, un ex impiegato del museo che voleva riportare il quadro in Italia e che fu arrestato quando, due anni dopo, uscì allo scoperto nel tentativo di restituire la Monna Lisa al nostro Paese. Questa è solo una delle tante storie che hanno richiesto negli anni interventi di protezione e sicurezza a tutela di opere d’arte.
Martedì 26 maggio si affronterà invece con Paolo Galluzzi un aspetto totalmente diverso dell’artista. L’incontro “Leonardo Da Vinci: l’invenzione del ritratto di macchine” analizzerà infatti il cambiamento epocale nel campo della scienza e della tecnologia apportato dai disegni tecnici del Genio. Entrambi gli appuntamenti si terranno a Palazzo Madama di Torino a partire dalle 18.

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  • L’immagine del volto sindonico, confrontato con l’autoritratto di Leonardo, anch’esso custodito a Torino, indicherebbe che Gesù e Leonardo da Vinci avrebbero avuto un volto somigliante verso il termine della vita, come l’ebbero Leonardo e Michelangelo, se guardiamo al ritratto del Buonarroti che ne fece da anziano Daniele da Volterra. Oltre ad avere un intelligenza simile nel metodo con Gesù, basata su giochi specchi, processi inclusivi, ricorsivi, i due grandi artisti verso il termine della loro vita avrebbero un volto tendente a quello di Gesù, che di fatto ha valenza archetipa. I santi hanno lo sguardo del Signore, i geni il volto. Questo sarebbe vero sia se la Sindone è vera reliquia sia se è un falso veritiero ad opera dell'arte di Leonardo. La Sindone come un quadro rinascimentale, (es. l'immagine della ferita al costato ricorda il volto del guerriero della Battaglia di Anghiari, ecc...). Le opere del rinascimento come icone. Cfr. ebook. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.

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